• Articolo , 29 ottobre 2009
  • Emissioni industriali: deferiti a Corte Ue 6 Stati membri

  • La Commissione europea ha avviato un’azione legale contro nove Stati membri a causa del mancato rilascio o rinnovo di autorizzazioni industriali per oltre 1.500 impianti in esercizio nel loro territorio

(Rinnovabili.it) – Danimarca, Grecia, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia e Spagna: in questi paesi risultano essere attivi oltre 1.500 impianti privi di autorizzazioni – o in alcuni casi non rinnovate – a garanzia della riduzione al minimo delle emissioni inquinanti a carico di aria, acqua e suolo. Più di 1500 impianti dunque in aperta violazione della direttiva europea sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento (“Direttiva 96/61/CE”:http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:31996L0061:it:HTML) in base alla quale gli Stati Membri dovevano rilasciare entro il 30 ottobre 2007 nuove autorizzazioni o riaggiornare se necessario quelle in vigore per tutti gli impianti industriali in esercizio prima del 30 ottobre 1999. La scadenza da due anni del termine per il rilascio dei permessi è per Stavros Dimas, Commissario europeo all’Ambiente, decisamente “inaccettabile” e per tale motivo “la Commissione avvierà un procedimento per garantire che gli Stati membri rispettino gli obblighi loro incombenti in virtù della normativa sulle emissioni industriali”.
Una facoltà assegnata all’Esecutivo europeo dall’articolo 226 del trattato e di cui si avvarrà dopo aver già inviato due avvertimenti scritti. La decisione di Bruxelles di deferire questi sei Stati alla Corte di giustizia della Comunità segue anche la specifica che il numero di autorizzazioni mancanti è tuttavia molto più basso delle 4.500 riscontrate negli stessi Paesi al momento in cui erano state avviate le procedure di infrazione nel maggio 2008. La Commissione trasmetterà una lettera di “costituzione in mora” anche, alla Francia e alla Svezia per altri 1.700 impianti in esercizio senza autorizzazione, in cui gli ingiunge di presentare le proprie osservazioni entro un termine stabilito, solitamente fissato a due mesi.