• Articolo , 2 luglio 2010
  • Emissioni navali, ora c’è un nuovo regolamento

  • Amici della Terra: create così le condizioni per una svolta ambientale, ma gli Stati nazionali devono ora metterle in pratica

(Rinnovabili.it) – Dopo l’adozione avvenuta nel 2008 è entrata ieri in vigore, a livello mondiale, la nuova versione del Regolamento per la prevenzione dell’inquinamento atmosferico navale della Convenzione MARPO dell’ “IMO”:http://www.imo.org/(Organizzazione Marittima internazionale). Divengono così effettive norme nuove e più severe per ridurre le emissioni nocive prodotte dal trasporto marittimo, voce sempre più importante in tema di tutela ambientale e della salute umana.
Le modifiche apportate al regolamento, anche noto come allegato VI, indicano importanti tagli alle emissioni degli ossidi di zolfo (SOx) con l’obbligo di portare il limite massimo generale di zolfo dal 4,50% attuale al 3,50% a partire dal 1° gennaio 2012 e quindi, progressivamente ridurlo allo 0,50% (dal 1° gennaio 2020) se confermato dal riesame di fattibilità. La nuova versione dell’allegato VI indica l’abbassamento del limite di tenore di zolfo nei combustibili nelle Aree di Controllo delle emissioni (o dall’acronimo inglese SECA) dall’1,5% all’1%, per cui le navi dirette nel Mar Baltico e nel Mare del Nord dovranno essere in ordine per utilizzare i carburanti rispettosi del nuovo limite che verrà ulteriormente ridotta al 0,10% dal 1 ° gennaio 2015.
Inoltre si prevede una riduzione progressiva delle emissioni di NOx dei motori marini, con i controlli più rigorosi sui cosiddetti motori “Tier III”, ossia quelli installati su navi costruite a partire dal 1° gennaio 2016: le navi nuove non dotate di sistema catalitico per l’abbattimento dei NOx non potranno circolare nelle aree di controllo delle emissioni.
Nell’agosto 2012 entrerà in vigore la nuova area di controllo per i SOx, PM e NOx, della Costa del Nord America, approvata pochi mesi fa dall’IMO.
L’importanza di tale regolamento appare chiaro anche nelle parole di *Rosa Filippini, Presidente degli Amici della Terra:* “Negli ultimi anni sempre maggiori evidenze scientifiche hanno sottolineato una crescente responsabilità delle emissioni del trasporto marittimo nell’inquinamento atmosferico da particolato secondario che, insieme al particolato direttamente emesso nella combustione, è corresponsabile di effetti sanitari polmonari e cardiovascolari su vasta scala […] L’attuazione del nuovo programma IMO al 2020 potrebbe ridurre significativamente i rischi sanitari e ambientali derivanti dall’inquinamento atmosferico; gli studi disponibili dicono che questo potrebbe avvenire a costi inferiori rispetto alle misure alternative di tipo terrestre ancora praticabili, ormai molto onerose”.
A patto ovviamente che Stati nazionali facciano passi avanti per metterle in pratica. “Vorrei ricordare”, aggiunge la Filippini, “che il nostro paese è sotto procedura di infrazione comunitaria per la difficoltà a ridurre l’inquinamento atmosferico con misure di controllo locali. Un’attenta considerazione da parte del Governo dell’incidenza del trasporto marittimo nel nostro paese e il varo di misure di controllo delle emissioni d’interesse nazionale potrebbe portare ad un ripensamento nelle valutazioni in corso della Commissione e a una diversa strategia sugli aiuti di stato”.