• Articolo , 16 aprile 2007
  • Emma Bonino: l’Italia raddoppi gli investimenti

  • Per il Ministro per le Politiche Europee, l’Italia deve passare entro il 2010 dagli attuali 15 miliardi ad oltre 32 per la ricerca sulle fonti rinnovabili, per non aumentare il gap tecnologico e soffrire una dipendenza dai paesi più evoluti

Il Ministro per le Politiche Europee, Emma Bonino, in un intervento di questa mattina al Cnel ha dichiarato “Il nostro Paese deve investire in ricerca ed energia se non vuole restare al palo nella sfida della globalizzazione”. Nella sede del Cnel si stava tenendo la XI sessione di confronto tra le parti sociali e le istituzioni sulle priorità del semestre di presidenza tedesca dell’UE e sul programma di lavoro della Commissione per il 2007. Per la Bonino la chiave di volta dello sviluppo risiede nella ricerca, quindi sarebbe necessario prestare maggior attenzione alle energie che il nostro paese dedica a questo settore. Del nostro Pil oggi solo l’1,6% è destinato alla ricerca, la Bonino chiede che entro il 2010 si arrivi al 2,5%, nelle cifre si passerebbe dagli attuali 15 miliardi di euro ad oltre 32. Secondo il ministro “Ognuno deve fare la sua parte” ed ha poi aggiunto, “Quindi se l’impegno a carico dello Stato deve passare da 7 a 10 miliardi di euro, le imprese private devono spingere gli investimenti da 8 fino a 22 miliardi”. Il nostro paese dovrebbe passare dal 7% al 20-25% di energie rinnovabili del totale di energia prodotta e questo dovrebbe convincerci ad investire nella ricerca per il settore delle rinnovabili. Emma Bonino ha poi ammonito “per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni del 20% entro il 2020 dovremmo spendere nell’UE circa 1.100 miliardi di euro, che è più o meno il PIL dell’Italia” e ha poi spiegato la sua posizione circa la ricerca sulle rinnovabili dichiarando “Se non investiamo in questo settore possiamo stare certi che saremo costretti a dipendere dall’estero per tecnologie chiave”. (fonte Aise)