• Articolo , 11 dicembre 2009
  • Enea: approcciare sostenibilmente alle risorse alimentari ed energetiche

  • E’ allarme sul fronte agricoltura, ma sfamare il mondo e combattere il cambiamento climatico non è una missione impossibile per il settore

(Rinnovabili.it) – Cambiamenti climatici ed agricoltura, una connessione tristemente conosciuta che si fa ancor più complessa in previsione della crescita della popolazione mondiale e dei danni in progressivo aumento provocati dal surriscaldamento. La Fao in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2009 ha organizzato una serie d’iniziative ed eventi per ricordare la gravità della situazione, non ultimo il nuovo programma di mitigazione del cambiamento climatico con l’obiettivo di promuovere l’agricoltura sostenibile, a basse emissioni nei paesi in via di sviluppo nei prossimi cinque anni, in partenariato con i paesi (pria ad aderire con 60 milioni dollari la Finlandia) e altre organizzazioni pertinenti. La relazione che collega i due fattori è in realtà un serpente che si morde la coda in quanto l’agricoltura è una fonte primaria di gas a effetto serra a livello mondiale, pari al 14% (stime Fao). Ma il settore ha in sé anche un elevato potenziale di riduzione delle emissioni climalteranti grazie alla capacità di sequestrare la CO2 nel suolo e nelle piante.

“La sfida globale che abbiamo di fronte è quello di trasformare il potenziale tecnico di mitigazione del settore agricolo in realtà”, dichiarava qualche giorno fa’ Alexander Müller, FAO Assistant Director-General. Una convinzione riespressa oggi dal Workshop organizzato dall’ENEA “Cibo ed Energia: un approccio sostenibile”. La sostenibilità diviene indubbiamente la chiave di lettura per un’agricoltura mondiale che debba non solo essere di tutela all’ambiente ma anche valido elemento produttivo in grado di nutrire una popolazione in continuo aumento.
“Le risorse alimentari prodotte dal pianeta – ha spiegato il Commissario dell’ENEA, ing. Giovanni Lelli, in apertura del convegno – non sono sufficienti ai bisogni di una popolazione in continua crescita, accentuando le divergenze tra ricchi e poveri. In una situazione di crisi economica globale e di emergenza ambientale ed energetica occorre rispondere con azioni concrete ed integrate nei territori più a rischio”.
“L’ENEA, – ha continuato – che da oltre 50 anni svolge attività di ricerca scientifica e trasferimento tecnologico, può mettere a disposizione tecnologie, processi innovativi, servizi e formazione per favorire un crescente coinvolgimento ed integrazione delle forze più vitali dei Paesi in Via di Sviluppo, in una visione integrata e multidisciplinare sui temi della sostenibilità delle filiere agroalimentari e delle risorse naturali”.

L’allarme climatico per agricoltura nel mondo è stato ribadito oggi stesso anche dal palco di Copenaghen dove il Gruppo Consultivo sulla Ricerca Agricola Internazionale (Cgiar) ha presentato un rapporto di 45 pagine ‘Il cambiamento climatico, l’agricoltura e la sicurezza alimentare’ per illustrare le possibili vie d’azione al problema. Se è vero come cita il documento che per una rivoluzione sostenibile del settore si dovrà attendere un decennio la strategia suggerita dal Cgiar, invita ad un intenso sforzo d’accelerazione su sviluppo e la diffusione di tecnologie di miglioramento e di specie vegetali più resistenti alle condizioni climatiche in stravolgimento così come modalità di gestione delle acque, alberi, terreni, animali, risorse marine e foreste più efficienti. Thomas Rosswall, presidente del comitato direttivo del rapporto è convinto che questa operazione abbia la possibilità di creare “benefici immediati, rafforzando la sicurezza alimentare e l’adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici a breve termine, mentre consentirà di mitigare gli impatti futuri attraverso la riduzione dei gas a effetto serra”.