• Articolo , 22 giugno 2011
  • Enea e Confindustria si stringono su efficienza e rinnovabili

  • Lelli: necessario accelerare i processi di innovazione che accrescono il livello tecnologico e la competitività del sistema industriale nazionale

(Rinovabili.it) – Efficienza energetica e fonti rinnovabili mettono d’accordo Confindustria ed Enea, firmatarie oggi di *una nuova intesa sul fronte energetico*. L’accordo operativo, siglato questa mattina dalla Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e dal Commissario dell’Enea Giovanni Lelli, si apre ad una molteplicità di obiettivi, tutti riconducibili alla necessità di ridefinire la strategia italiana nel medio e lungo periodo dopo il più recente esito referendario. Partendo dallo studio dei possibili scenari energetici futuri e dall’analisi delle opportunità di crescita e sostenibilità ambientale, l’Agenzia e l’associazione intendono rendere più organico il reciproco rapporto *accrescendo il livello tecnologico e la competitività del sistema industriale nazionale*. In questo senso l’accordo pone tra i suoi obiettivi primari il pieno supporto alle imprese nella ricerca tecnologica per ottimizzare i processi, riducendo le emissioni e migliorando l’efficienza energetica.
“L’ENEA – ha affermato Lelli – mette a disposizione delle associate di Confindustria servizi avanzati di consulenza e supporto tecnico nel settore dell’efficienza energetica, delle fonti rinnovabili e dell’innovazione tecnologica, proponendo anche accordi per l’utilizzo dei suoi brevetti e di laboratori congiunti per la realizzazione di progetti innovativi”.

Cuore dell’iniziativa, la ricerca di una sostenibilità ambientale che diventi occasione di sviluppo. Occasione che, ha commentato Marcegaglia, le imprese sono pronte a cogliere, se sostenute da una politica energetica razionale che non alimenti squilibri e speculazioni. “L’alto costo dell’energia – ha continuato il numero uno di Confindustria – è un fardello che pesa sui cittadini e sulle imprese: in una fase di crisi e di rincaro delle materie prime, questa situazione rischia di frenare la nostra competitività e di paralizzarci ulteriormente. È necessario un piano energetico vero, che garantisca stabilità al quadro normativo e fissi obiettivi di medio-lungo periodo”.