• Articolo , 29 marzo 2007
  • Energetica, il futuro è sostenibile

  • L’appuntamento ha proposto spunti di riflessione agli addetti ai lavori con qualche risposta dal mondo politico. Le problematiche ambientali rendono sempre più pressanti soluzioni energetiche ecocompatibili: l’approccio a queste tematiche della manifestazione è stato decisamente multi disciplinare

Molti gli spunti di riflessione dalla 3ª edizione di Energetica, il convegno di Repubblica e Somedia dedicato all’energia dalla A alla Z, partendo dalle politiche di settore fino ad arrivare alle esperienze pratiche e ai quesiti formulati da Format (sondaggi e ricerche di mercato). Il centro congressi Frentani si è riempito, nei due giorni di congresso, di tecnici, imprese, inventori, semplici appassionati o curiosi del settore dell’energia. Il coordinatore dell’evento, il giornalista Antonio Cianciullo, ha posto quesiti a quasi tutti i relatori e all’apertura della seconda giornata ha anche relazionato sulla necessità, sempre più sentita dai governi internazionali, di cambiare il “motore energetico del mondo”. Gli interventi hanno trattato quasi tutti i temi legati alle fonti energetiche e ai problemi relativi, ma si è parlato anche di mobilità sostenibile e di efficienza energetica. Interessanti gli interventi dei due rappresentanti del governo, il ministro dell’Agricoltura De Castro e quello dell’Ambiente, Pecoraro Scanio, che hanno presentato le direttive, i progetti e gli obiettivi del governo. Per citare un esempio, De Castro ha sottolineato le problematiche inerenti all’energia da biodiesel o da bioetanolo, che in Italia riguardano l’esiguità degli spazi da dedicare alle colture delle materie prime. Spazi limitati non solo dalla mancanza di territorio, ma anche dalla concorrenza con altri tipi di colture alimentari più vantaggiose. Le coltivazioni prima citate sarebbero infatti più impegnative di quelle per produrre biogas da scarti dell’attività agricola, che infatti ha proprio il vantaggio di occupare spazi più ridotti. Le interviste di Format hanno mostrato quali sono le aspettative, le disponibilità e il livello di informazione dei cittadini. Mentre Angelo Mingozzi (docente del Master di Architettura ecosostenibile – Università di Bologna), Roberto Ballarotto (Coordinatore tecnico-scientifico dello Sportello per Kyoto della Regione Lazio) e Renato Cremonesi (della Cremonesi Consulenze per tematiche energetiche), si sono occupati dell’involucro edilizio negli aspetti dell’efficienza e della sostenibilità.
“Energetica” è stata l’occasione di ascoltare le più diverse voci di personaggi e istituzione che, a vario titolo, si occupano della politica delle fonti rinnovabili di energia. A questo proposito riportiamo qui di seguito degli stralci di alcuni tra i più interessanti interventi. Si tratta di una panoramica evidentemente non esaustiva, ma che coglie alcuni momenti significativi della manifestazione romana.

h4. Il solare a concentrazione: le tecnologie made in Italy

Giorgio Palazzi, Direttore Dipartimento Tecnologie per l’Energia, Fonti Rinnovabili e Risparmio Energetico dell’Enea, nel suo intervento, ha presentato le ‘profonde innovazioni tecnologiche apportate dall’Enea al progetto Archimede: accumulo termico, per ovviare alla variabilità della fonte solare e rendere la sorgente di energia disponibile con continuità; collettore solare, rinnovato nella struttura, riflettore e tubo ricevitore (brevetti ENEA) per migliorarne prestazioni e costi; alta temperatura di esercizio, per aumentare il rendimento e la possibilità di integrazione con altre tipologie di impianto; fluido termovettore, compatibile dal punto di vista ambientale’.
Per il fotovoltaico a concentrazione, invece, si è parlato dello sviluppo di celle ad alta efficienza al c-Si per la concentrazione (150 x) e della sperimentazione su 5 unità da 5 kW ciascuna.

h4. Prospettive di sviluppo dell’eolico in Italia: l’esperienza dell’Enel

Vittorio Vagliasindi, responsabile Area Business Energie Rinnovabili dell’Enel Divisione Gem, ha presentato un panorama delle attività attuali dell’Enel nel settore eolico e quelle previste nel futuro dell’azienda. Ad oggi è stato ‘avviato il programma di progettazione condivisa degli impianti eolici con Legambiente, Wwf e Lipu, finalizzato a coniugare energia eolica, ambiente e natura nel modo più rispettoso per il territorio. Due progetti sono già completati, Frosolone e Collarmele. Altri sono stati identificati e sono previsti per il 2008-2009’. Degna di nota anche la Certificazione Epd (Environmental Product Declaration), che è ‘riconosciuta dopo una complessa valutazione del kWh generato dall’impianto, in base alla valutazione del ciclo di vita ai materiali impiegati, dalle tecniche di costruzione all’esercizio e manutenzione, fino al recupero del sito dopo la dismissione della centrale’.
Per quanto riguarda gli sviluppi futuri, le opportunità di crescita deriveranno dall’innovazione tecnologica:

– Realizzazione di impianti eolici Off Shore, con l’obiettivo di incrementare il parco produttivo e migliorare l’accettazione dell’eolico, con la riduzione dell’impatto visivo. In sviluppo la prima realizzazione Enel per il 2010-11.

– Aumento delle dimensioni degli aerogeneratori, per sfruttare siti con bassa ventosità aumentando le dimensioni del rotore e per ridurre il numero di macchine a pari potenza dell’impianto aumentandone la potenza nominale. Nei nuovi progetti offshore in sviluppo sono infatti previste taglie ipotizzate fino a 3,6 MW.

– Miglioramento della tecnologia per prevedere la ventosità a lungo termine, con l’obiettivo di migliorare l’affidabilità delle previsioni di produzione. Un uso congiunto di dati geostrofici e dati misurati a terra permetteranno una maggiore precisione delle misurazione.

– Miglioramento della previsione della ventosità a breve termine (6-8 ore), con l’obiettivo di migliorare l’affidabilità degli impianti e la stabilità del sistema Rete Elettrica grazie a un coordinamento con Centri di previsione meteorologica e Terna’.

h4. Ricerca Scientifica, trasferimento tecnologico e opportunità

Claudia Bettiol, dell’Assessorato all’Ambiente e Cooperazione tra Popoli della Regione Lazio e Docente Fonti Rinnovabili di Energia all’Università di Roma Tor Vergata ha esposto la realtà della regione, divenuta protagonista ‘moderna’ nel settore delle rinnovabili, grazie ad una modifica dello stile di vita. Sono state quindi presentate le attività previste nel programma “Lazio Rinnovabile”, descrivendo il Polo Solare Organico, il Polo Idrogeno e il programma Nuove Generazioni, un percorso formativo rivolto a quasi tutti gli studenti del Lazio sul tema delle fonti rinnovabili.
Per quanto riguarda il Polo Solare Organico, in particolare, per ridurre il gap tecnologico che ci divide dagli altri paesi, Bettiol ha parlato di ‘un fotovoltaico alternativo al silicio. E questa è la scommessa della Regione Lazio sul solare organico’. ‘L’intervento della Regione è stato anche il catalizzatore di un processo maggiore che sta rendendo l’Italia protagonista internazionale di quella che da molti verrà considerata la scommessa solare dei prossimi anni’.
In termini di stile di vita, ‘una delle differenze con i tradizionali pannelli al silicio risiede nei sistemi produttivi con cui vengono realizzate le pellicole fotovoltaiche organiche che utilizzano tecniche vicine alla serigrafia ed alla stampa. Per questo vi è un forte interesse delle industrie del tessile o delle tipografie che stanno avviando le loro collaborazioni con il Polo Solare. Si deve immaginare un futuro in cui l’energia elettrica, ad esempio, potrà essere prodotta da stoffe o da parati. Da dispositivi portatili del tipo “usa e getta” (o meglio: “usa e ricicla”). Ma si deve cominciare ad immaginare anche un mondo in cui non si debba trasformare troppe volte l’energia prodotta tra alternata e continua: un mondo in corrente continua’. ‘E nel Lazio vi sono imprenditori che stanno già scommettendo su questa tecnologia, ed a Fiano ci sarà la prima opportunità di comperare e, quindi abitare, una casa hi-tech tutta funzionante in corrente continua prodotta da fonti rinnovabili con energia accumulata con celle a combustibile’.

h4. L’impegno dell’industria petrolifera per la mobilità sostenibile: carburanti tradizionali e biocarburanti

Franco Del Manso, responsabile Ufficio Problemi Ambientali e Tecnici dell’Unione Petrolifera,
dopo una valutazione dell’industria dei carburanti in Italia, ha affrontato i temi della mobilità sostenibile, la normativa del settore, gli obiettivi europei in tema di riduzione delle emissioni di anidride carbonica dalle auto di nuova generazione, i limiti tecnologici e il tema dei biocombustibili. ‘L’industria petrolifera guarda con interesse allo sviluppo dei combustibili alternativi per il settore dell’autotrazione. Tuttavia a nostro avviso è necessario identificare gli elementi caratteristici maggiormente positivi di ciascun prodotto e sfruttare al massimo queste potenzialità. La loro incentivazione fiscale, inoltre, deve essere tale da favorirne lo sviluppo nelle fasi iniziali della commercializzazione, mentre nelle fasi successive andranno applicate le normali regole del mercato per evitare distorsioni della competitività tra i vari prodotti’. Dopo un breve escursus sulla normativa di promozione dei biocombustibili, sono state affrontate le condizioni che secondo l’industria petrolifera sono indispensabili al loro sviluppo. Per l’applicabilità, ‘sono necessarie condizioni economiche comparabili e concorrenziali con le condizioni riscontrabili in ambito Ue, e il libero mercato e accesso ai biocarburanti con pluralità di filiere e operatori’. Le condizioni ottimali sono ‘l’adozione di una politica fiscale che incentivi sia il settore agricolo che quello industriale all’utilizzo di biocarburanti, e l’armonizzazione del regime fiscale dei biocarburanti’. Per quanto riguarda, infine, gli aspetti ambientali, Del Manso spiega che ‘nel rapporto sulla strategia per la biomassa ed i biocarburanti della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia del Parlamento Europeo, Rapporto Langen, si invita la Commissione Ue ad introdurre una certificazione obbligatoria dei biocarburanti. La certificazione andrebbe applicata sia a quelli prodotti all’interno dell’Unione Europea che a quelli importati e dovrebbe consentire la verifica di una produzione sostenibile di questi prodotti in tutte le fasi e dovrebbe comprendere norme per le fasi di coltivazione e trasformazione, nonché per il bilancio dei gas a effetto serra nel corso dell’intero ciclo di vita’.
Dopo un approfondimento su biodiesel, bioetanolo e l’Etbe, Del Manso conclude dichiarando che ‘le aziende petrolifere confermano la loro piena disponibilità ad impiegare biocarburanti in sostituzione parziale di carburanti fossili. Chiedono un quadro normativo chiaro che consenta: di impostare un programma di sviluppo dei biocarburanti credibile e realistico, di definire con precisione compiti e responsabilità degli operatori interessati, e di assicurare l’accesso ai biocarburanti secondo le regole del mercato, sia per gli aspetti fiscali che economici’.