• Articolo , 5 marzo 2009
  • Energia: alle PMI costa il +42% in più della media Ue

  • Troppo cara viene pagata l’energia elettrica dalle piccole e medie imprese italiane rispetto alle loro concorrenti europee, a causa degli oneri fiscali che fanno aumentare considerevolmente i costi

L’allarme è dato da Giorgio Guerrini, presidente di Confartigianato, durante un’audizione in Commissione Industria al Senato sui prezzi e della filiera dei prodotti petroliferi. Ed esattamente denunciando che una piccola media impresa italiana deve pagare più cara l’energia che le è necessaria, rispetto alle omologhe imprese europee, mediamente il 42% in più. La colpa, per Guerrini, è da individuare negli oneri fiscali spiegando come a contribuire sarebbero l’imposta erariale e addizionale provinciale sull’energia, che comportano un onere per le Pmi (quelle con meno di 10 dipendenti) di oltre il 27% in più nei confronti delle aziende di dimensioni maggiori (quelle con più di 50 dipendenti).
Secondo Guerrini si tratta di un dato allarmante, soprattutto dopo il ridimensionamento repentino del costo del petrolio (- 62,1% tra luglio e dicembre 2008), anche se compensato da un aumento del 6,5% dell’indice dei prezzi alla produzione di energia elettrica e gas, che solo nei primi tre mesi 2009, si è ridotto di circa il 12%.
La Confartigianato, mette tra l’altro, in conto anche il ritorno al nucleare che non deve assolutamente significare l’abbandono di investimenti nelle energie rinnovabili, che garantiscono significative opportunità per le Pmi.