• Articolo , 29 ottobre 2010
  • Energia da biomassa, un aiuto dal design

  • La raccolta differenziata, purtroppo, non si è affermata negli usi delle persone. Un’azienda di Milano ha progettato una borsa, che potrebbe sensibilizzare le persone a una differenziazione del rifiuto organico da utilizzare nelle centrali di biomassa.

La maggior parte delle persone non ha un gran rapporto con la raccolta differenziata, mischiando in un unico sacchetto sia rifiuti organici sia altri residui. Eppure i rifiuti organici sarebbero di grandissima utilità per produrre energia. Ad esempio in Germania, una delle nazioni più attive nelle biomasse, solo il 40% dei sacchetti finisce per generare energia.

A sostegno della raccolta differenziata arriva una particolare borsa in PLA, ideata dalla società milanese Ahha Project, che potrebbe facilitare i cambiamenti delle nostre abitudini nel riciclo dei rifiuti organici. Questa borsa gode di una guarnizione, che permette la facile sostituzione di un sacchetto biodegradabile in cui porre la spazzatura.

Ogni sacchetto, come indica la borsa, garantirebbe una quantità di energia per effettuare 10 km con un’automobile, per effettuare un bucato da 30 kg, per bollire 100 tazze di tè, per alimentare 200 ore un frigorifero, per ricaricare un telefonino 300 volte, per usare 400 ore una lampada a risparmio energetico, per tostare 500 fette di pane, per rinfrescare 700 litri di birra, per cucinare 1000 uova soda, per farsi la barba 10.000 volte, per ascoltare 12.000 ore di musica con un lettore mp3 o per spremere 20.000 agrumi.