• Articolo , 17 febbraio 2008
  • Energia: da Val d’Aosta finanziamenti per utilizzo biogas

  • La realizzazione di impianti di produzione di energia con il biogas potrà beneficiare, in Valle d’Aosta, a partire da quest’anno, di una serie di finanziamenti. Le opportunità offerte sono state illustrate oggi a Pollein, nel corso di un convegno, organizzato dalla terza Commissione consiliare permanente ‘Assetto del Territorio’, presieduta da Fedele Borre e dalla quarta […]

La realizzazione di impianti di produzione di energia con il biogas potrà beneficiare, in Valle d’Aosta, a partire da quest’anno, di una serie di finanziamenti. Le opportunità offerte sono state illustrate oggi a Pollein, nel corso di un convegno, organizzato dalla terza Commissione consiliare permanente ‘Assetto del Territorio’, presieduta da Fedele Borre e dalla quarta Commisione ‘Sviluppo economico’ (Renato Praduroux).
Tra le linee di finanziamento che potrebbero sostenere studi di fattibilità su impianti in grado di produrre energia elettrica e calorica utilizzando i reflui zootecnici, figura quella relativa a un accordo tra la Regione, la Compagnia valdostana della acque (Cva) e l’Arpa della Valle d’Aosta. “Ci sono alcune centinaia di migliaia di euro – ha spiegato Riccardo Trisoldi, vice presidente di Cva – destinati a progetti energetici che utilizzano fonti rinnovabili; al momento non ci risultano iniziative riguardanti il biogas, ma potrebbero partecipare al bando”. Sui progetti che saranno giudicati “innovativi e importanti per il territorio – ha aggiunto Trisoldi – la Cva si riserverà di decidere se sostenerne la realizzazione”.
Sul fronte dell’Assessorato dell’Agricoltura, inoltre, “la finanziaria regionale e il nuovo Piano di sviluppo rurale – ha ricordato l’assessore Giuseppe Isabellon – prevedono una serie di aiuti per la progettazione e realizzazione di impianti di biogas”. Per Isabellon queste iniziative “possono avere prospettive interessanti di sviluppo”. E’ tuttavia necessario, ha rilevato l’assessore regionale all’Agricoltura, “affrontare il tema non ideologicamente e senza facili entusiasmi perché occorre considerare anche le problematiche derivanti da questi impianti, relative, tra l’altro, alla loro localizzazione, al trasporto e alla qualità del concime”.
Secondo quanto ha riferito poi il presidente della terza commissione consiliare, Fedele Borre, “sono al vaglio soluzioni che possano essere calate nella realtà regionale”. Tra le ipotesi avanzate da un gruppo di esperti nella produzione di agroenergia vi è la costruzione di un impianto di trasformazione dei liquami animali nella piana alle porte di Aosta, dove insistono 25 aziende zootecniche che potrebbero conferire i residui al centro di raccolta. Il razionale utilizzo dei reflui zootecnici potrebbe rappresentare, infatti, “una soluzione – ha concluso il presidente Fedele Borre – per la produzione di energia alternativa nel rispetto dell’ambiente, eliminando la presenza delle concimaie che solleva problemi di convivenza tra il mondo agricolo e quello urbano”.