• Articolo , 31 gennaio 2011
  • Energia dai pomodori, Maccastorna lancia il progetto di bio-riscaldamento

  • Sfruttando gli scarti derivati dalla lavorazione annua di 200mila tonnellate di pomodori il piccolo paese in provincia di Lodi vuole sperimentare un impianto di riscaldamento in grado di servire tutti gli edifici

(Rinnovabili.it) – Facendo un po’ di attenzione e utilizzando l’ingegno Maccastorna, piccolo paese in provincia di Lodi, ha deciso di realizzare un impianto di riscaldamento da alimentare sfruttando gli scarti della lavorazione dei pomodori prodotti da un’industria locale. Il paese in questo modo potrà trarre un grande giovamento poiché riuscirà ad eliminare un gran quantitativo di rifiuti impiegandoli per riscaldare gli edifici senza produrre inquinanti dannosi per l’atmosfera.
Grazie all’esperimento, al quale si stanno prestando tutti e 67 gli abitanti, si potranno studiare gli effetti e le potenzialità di un impianto di riscaldamento che andrà a smaltire i rifiuti prodotti dalla lavorazione annua di circa 200mila tonnellate di pomodori insieme anche alle deiezioni animali accumulate all’interno dell’industria agricola e al trinciato di mais che andranno a riscaldare tutti gli edifici del paese, dalle abitazioni alla chiesa.
Una collaborazione quella tra agricoltura, municipalità e industria alimentare, che darà un aiuto per la generazione di energia pulita e che dovrebbe divenire operativa dal 2012 presso le strutture dell’azienda agricola Biancardi con la successiva realizzazione di una rete di distribuzione e collegamento capillare.
Il progetto, con la speranza di eliminare dalle case dei residenti e da tutti gli altri edifici le caldaie a gas per il riscaldamento domestico, punta anche e soprattutto alla riduzione degli inquinanti e al calo dell’importo in bolletta; sicuramente innovativo quanto ambizioso, sarà presentato a Cremona in occasione di BioEnergy Italy, in programma dal 18 al 20 marzo 2011 con l’obiettivo di riuscire a dimostrare che ci circondano innumerevoli fonti energetiche attualmente non sfruttate ma che se adeguatamente osservate potrebbero offrire numerosi vantaggi energetici.