• Articolo , 11 aprile 2008
  • Energia e ambiente, Cenerentole nei programmi elettorali

  • Nelle votazioni di domenica quanto conteranno i temi energetici e ambientali? Poco, molto poco. Pur presenti infatti, nei programmi di tutti i partiti, sono trattati come argomenti accessori, esposti in modo spesso generico e non vengono collocati nelle posizioni alte delle priorità

Ormai ci siamo. Campagna elettorale finita, seggi pronti, vigilia elettorale silenziosa, manca solo il voto. E così, proprio a ridosso del fatidico giorno, vogliamo analizzare il grado di attenzione che i contendenti di questa tornata elettorale hanno dedicato ai temi dell’energia e dell’ambiente. E questo non tanto per giudicare la bontà di questo o quel programma, di un partito piuttosto che di un altro. No, sarebbe quasi come dare un’indicazione di voto, cosa che non ci compete, ma che nemmeno ci piacerebbe fare. Di tribuni arringapopolo, soprattutto di questi tempi, se ne sono visti e sentiti fin troppi, soprattutto con dichiarazioni sui suddetti argomenti di ogni tipo, in genere molto vaghe, quando non addirittura sprovvedute.
Certo un conto è quello che il singolo politico afferma in una magari rissosa kermesse televisiva o radiofonica o su una vociante piazza durante un comizio (il più delle volte seguita da un’immancabile ritrattazione). Altro é, o dovrebbe essere, quanto scritto nero su bianco nel programma elettorale del partito che immaginiamo frutto di lunghe riflessioni, di confronti con vari esperti di diversi ambiti, di approfondite analisi, di ampi sondaggi, di sofferte elaborazioni, di sintesi di diverse posizioni.
Non vogliamo inavadere campi che non ci competono, ma dovendo leggere i programmi dei partiti, per capire come trattano ufficialmente i temi dell’energia e dell’ambiente, non possiamo tacere di aver avuto un senso di genericità, di concetti troppo ovvii e scontati, conditi con rimasticature di vecchie (talvolta vecchissime) soluzioni, troppe volte e da più parti, sostenute con grande enfasi e poi invariabilmente disattese, per finire con proposte demagogiche, che vorrebbero indurre all’illusione di soluzioni che accontentino tutti e contemporaneamente salvino la voragine del bilancio statale.
Ma passiamo ai programmi sulla politica energetica e la salvaguardia ambientale. Sappiamo bene che non aiuta capire e confonde le idee fare “di tutta l’erba un fascio”, ma non possiamo non notare che la priorità che nei programmi é stata “generalmente” assegnata a queste tematiche é molto bassa. Ma soprattutto manca, un po’ in tutti, una strategia di fondo a lungo periodo e interventi chiari e decisivi per le emergenze energetico-ambientali.
Certo l’ambito economico-finanziario coinvolge i drammi di chi deve sopravvivere con 600 euro al mese, di chi non riesce a permettersi un’abitazione, degli anziani, che spesso soli e con redditi troppo esigui, vivono abbandonati al loro triste destino, la grave problematica giovani-lavoro. Queste, ma non solo queste, sono emergenze che la politica di qualunque parte e di qualunque colore non può e non deve ignorare. E spesso nei programmi dei partiti c’é un’attenzione consistente; sovente con misure per tamponare le situazioni più tragiche e talvolta anche una progammazione sul lungo periodo per prevenire quegli stessi problemi.
Se ci spostiamo a livello dei programmi energetico-ambientali, dobbiamo constatare un generalizzato errore di valutazione dell’emergenza energetica e dell’inquinamento ambientale. Spesso non si va oltre ad enunciazioni di principio, alla proposta di vaghe prospettive per risolvere situazioni gravissime come il riscaldamento globale e il cambiamento climatico. Permetteteci ora di esprimere una ovvia e lapalissiana enunciazione.
L’energia é l’elemento “base” senza il quale tutto la vita dell’uomo si fermerebbe in senso letterale, non figurato. Non funziona nulla senza energia: trasporti, industrie, qualsiasi tipo di attività lavorativa, gli ospedali, niente luce e riscaldamento per le abitazioni, nessuna illuminazione per le città, l’agricoltura bloccata e con essa il comparto alimentare, mancherebbe l’acqua nelle case… e ci fermiamo qui.
Quello che riteniamo grave é la generale sottovalutazione di questa elementare reatà che ci siamo dati pena di descrivere, sottovalutazione che emerge dai programmi e che dimostra quanto i politici non abbiano afferrato con quale scottante problema abbiamo tutti a che fare.
Il problema dell’energia é direttamente collegato (é e lo sarà sempre più un domani) a quello del lavoro, all’andamento dell’economia, alla sopravvivenza di noi tutti. E’ una questione che non si può disgiungere dalle altre che pure assilano chi governa. La questione energetica é strettamente legata, anzi diremmo, se ci si passa l’allocuzione, che é la madre di tutte le altre problematiche. E insieme all’energia oggi si pone un problema ineludibile: come produrla senza degradare l’ecosistema ambientale fino ad un punto di non ritorno. Qualunque scienziato potrebbe spiegare che con qualche altro decennio con questo ritmo d’inquinamento, avremo problemi come disastri climatici, gravi problemi di sopravvivenza di flora, fauna, ma anche conseguenze inimmagnabili per la razza umana.
A fronte di tutto ciò, i programmi di alcuni partiti se la cavano con la “partecipazione ai progetti europei di energia nucleare di ultima
generazione”, oppure con slogan come “Rottamiamo il petrolio”, oppure “L’Italia sia il Paese del sole”, o ancora con punti generici come: “Diffusione e semplificazione degli incentivi per l’impiego delle fonti rinnovabili: sole, vento, biomasse (vegetali e rifiuti), riducendo l’impatto ambientale”.
Tutti parlano di salvaguardia ambientale e di fonti rinnovabili, ma senza stabilire, con quali tecnologie, impiantate dove, secondo quale piano industriale, tramite quali e quanti investimenti. Si arriva al massimo ad affermare che tra dieci anni il riscalamento degli edifici pubblici e privati dovra dipendere dai pannelli solari. Non si parla di cogenerazione, l’eolico solo accennato qua e là di passaggio, vuoto per le biomasse e biocarburanti, non si accenna alla mobilità sostenibilie, alla bio-architettura, ad una seria campagna di educazione nelle scuole e ad una di sensibilizzazione e informazione pubblica, entrambe fondamentali per cambiare lo stile di vita, primo ed insostituibile mezzo per risparmiare energia e inquinare di meno.
Il tutto svolto in uno spazio che oscilla da un minimo di venti righe ad un massimo di due paginette. E’ vero che quantità non vuol dire qualità, ma in questi programmi manca il minimo indispensabile.
Non sappiamo quale partito vincerà queste elezioni, ma stando ai programmi sulla questione delle fonti rinnovabili di energia e l’ecosistema ambientale perderanno sicuramente.