• Articolo , 6 maggio 2009
  • Energia eolica: radar Nasa per proteggere gli uccelli

  • Una nuova tecnologia attualmente in uso presso il parco eolico Peñascal, in Texas, potrebbe aver trovato un punto di equilibrio tra le preoccupazioni ambientali: agire contro il riscaldamento globale e proteggere la fauna selvatica

(Rinnovabili.it) – Tra le critiche più spesso mosse contro i grandi impianti eolici quella dell’impatto sull’avifauna selvatica desta sicuramente più preoccupazione. Le proteste ambientaliste si sono avvalse spesso di studi certificanti la grande moria di uccelli dovuta alla collisione degli animali con aerogeneratori, in particolare a livello del rotore, progettati lungo importanti rotte migratorie.
La questione, come ha fatto notare qualche settimana fa l’inglese Royal Society for the Protection of Birds, è quella di posizionare le turbine in maniera tale che non abbiano un impatto negativo sul paesaggio o sulla vita selvatica, tenendo dunque conto nella fase progettuale anche i flussi migratori e gli habitat naturali; e a dimostrazione di come animalista non significhi ‘nemico dell’eolico’, la stessa associazione ha fatto installare sul centro visite della riserva naturale di Rainham Marshes, alla foce del Tamigi, una turbina da 15 kW.
Eppure il problema rimane aperto. A sperimentare una possibile soluzione è ora una wind farm da 202 MW nel Texas meridionale, situata su una traiettoria di volo utilizzata da milioni di uccelli, sia in autunno che in primavera, che è ricorsa all’utilizzo della tecnologia radar per evitare possibili collisioni.
Si tratta di un sistema sviluppato originariamente per la NASA e Air Force statunitense e impiegato per rilevare la presenza di uccelli da quattro miglia di distanza, analizzare le condizioni meteorologiche, e quindi determinare in tempo reale il pericolo di impatto nelle pale rotanti. Accertato un eventuale rischio, spiega Gary Andrews, presidente della DeTect (società sviluppatrice della tecnologia), le turbine sono programmate in modo da spegnersi e riavviarsi solo una volta che gli uccelli siano di nuovo al sicuro. Non si tratta del primo tentativo in tal senso: un team di ricercatori spagnoli del Consejo Superior de Investigaciones Cientificas aveva messo appunto una tecnologia simile da applicare sulle pale ed in grado di individuare la presenza di uccelli e la loro traiettoria.
Gli oppositori locali del parco texano non si non ancora pronunciati, aspettando di vedere i risultati della nuova tecnologia, ma hanno lanciato una piccola provocazione: “Sarà anche possibile per loro spegnere le turbine, ma lo farebbero durante un picco di produzione?”