• Articolo , 20 dicembre 2010
  • Energia idroelettrica, nuove regole concessione

  • Nuove regole per la concessione dell’energia idroelettrica in Lombardia: Province e Comuni infatti, per la prima volta avranno voce in capitolo nel pieno rispetto dei limiti imposti dalle norme nazionali e dalle direttive comunitarie. Questo in sostanza il significato dell’emendamento al collegato di sessione che riforma le regole per le grandi derivazioni idriche approvato stamani […]

Nuove regole per la concessione dell’energia idroelettrica in Lombardia: Province e Comuni infatti, per la prima volta avranno voce in capitolo nel pieno rispetto dei limiti imposti dalle norme nazionali e dalle direttive comunitarie. Questo in sostanza il significato dell’emendamento al collegato di sessione che riforma le regole per le grandi derivazioni idriche approvato stamani dal Consiglio regionale lombardo.

“Da oggi – spiegano il presidente Roberto Formigoni e l’assessore all’Ambiente, Energia e Reti, Marcello Raimondi – l’energia idroelettrica è effettivamente un bene di tutti. Le realtà locali e la popolazione potranno quindi beneficiare delle ricadute positive, sia nella gestione del patrimonio idrico e ambientale sia nei ritorni economici”.

In sostanza, la Regione – nuova proprietaria del bene idrico dallo scadere di ciascuna concessione – avvia le procedure ad evidenza pubblica necessarie per i nuovi affidamenti concessori, costituendo nel contempo le società patrimoniali interamente ed esclusivamente pubbliche, cui affidare la proprietà demaniale acquisita. Le patrimoniali vedranno la presenza degli enti locali, per almeno il 30% delle quote, senza oneri di ingresso a carico di questi ultimi. Nel caso di forte concentrazione di impianti (oltre 100 MW installati) Regione Lombardia realizzerà con gli Enti locali una patrimoniale per ogni Provincia.

L’affidamento dell’esercizio industriale della produzione idroelettrica, secondo le leggi dello Stato, che ha competenza esclusiva in questa materia, può avvenire con diverse modalità:

– con procedura competitiva ad evidenza pubblica condotta dalla Regione o dalla società patrimoniale di riferimento;
– per affidamento diretto a società a partecipazione mista pubblico-privata, se soddisfatti i requisiti delle vigenti norme nazionali e direttive comunitarie.

Questo secondo criterio diviene prioritario nel caso il territorio in questione sia montano per più della metà della sua superficie e nel caso in cui la Provincia sia presente nella società (sempre se in presenza dei requisiti di legge).

“La Lombardia – aggiungono Formigoni e Raimondi – per prima introduce il federalismo idroelettrico. Siamo la Regione italiana che produce e utilizza maggiormente questa forma di energia pulita e per questo siamo particolarmente orgogliosi di essere stati i veri innovatori delle regole aprendone la gestione e i benefici secondo principi fortemente sussidiari, dalla parte certamente degli enti locali più piccoli”.

“Ancora una volta – concludono il presidente e l’assessore – il Governo regionale lombardo si dimostra impegnato con fatti concreti a favore dei cittadini e dei territori che da oggi sentiranno più propria l’energia idroelettrica e meglio tutelato il territorio in cui vivono”.