• Articolo , 2 novembre 2007
  • Energia rinnovabile da attività minerarie: innovazione ed ambiente

  • Come trasformare il lavoro prodotto da alcune macchine che funzionano all’interno di un’industria in una fonte di energia elettrica e termica. Ecco illustrato un caso concreto.

La fisica insegna che ogni corpo possiede un’energia proporzionale alla propria massa. Se tale corpo subisce una variazione di livello, la sua energia potenziale varia di conseguenza e si trasforma. Lo studio e l’applicazione di questi pochi concetti, uniti alla conoscenza del primo principio della termodinamica, o principio di conservazione dell’energia, hanno contribuito fin dalla fine dell’Ottocento allo sfruttamento dell’energia idroelettrica.
E’ sulla base di questi principi, uniti a necessità di produzione, che la Sibelco Italia spa, che opera nel settore minerario, ha sviluppato un sistema di generazione di energia unico nel suo settore. Tale sistema, che potremmo denominare “Geoelettrico” (la “caduta di quota” del materiale grezzo dalla cava, è trasformata in energia disponibile per mezzo di un generatore), rende virtuosa, dal punto di vista energetico, l’attività produttiva di uno stabilimento a Robilante (Cn).
Alla fine degli anni Novanta, l’aumento della richiesta di sabbie per vetreria, ha imposto all’azienda un’analisi di fattibilità sull’opportunità di modificare il sistema di trasporto dalla cava allo stabilimento, in sostituzione della soluzione “via gomma”.
Lo studio di questo nuovo impianto di frantumazione/trasporto è passato attraverso un’analisi delle seguenti alternative:
• Trasporto a valle mediante nastro trasportatore in galleria.
• Trasporto a valle con teleferica.
• Trasporto idraulico con relativo pompaggio dell’acqua.
• Allargamento della sede stradale ed incremento del traffico su sede stradale.
La scelta finale è stata fatta sul “trasporto mediante nastro trasportatore”, considerando che l’energia sviluppata dalla frenatura del nastro poteva essere trasformata in energia elettrica, utilizzabile direttamente nello stabilimento, o in energia termica, per il riscaldamento dell’acqua da utilizzare nel ciclo produttivo
La scelta della trasformazione in energia elettrica, a fronte di spese iniziali maggiori (installazione di trasformatore, di reattanza, di apparecchiature elettroniche per il controllo dell’energia elettrica eventualmente messa in rete, ecc.), è apparsa fin da subito la via migliore ed è stata quindi questa l’alternativa seguita.
L’opera consiste nell’installazione di un nastro trasportatore della lunghezza di 2150 mt, sistemato in parte in galleria a profondità variabile da 20 a 100 mt dalla superficie, che trasferisce il materiale prefrantumato direttamente dalla cava allo stabilimento.
La frenatura del nastro (portata 1.000 t/h) viene sfruttata per la produzione di energia elettrica, mediante l’accoppiamento del tamburo a monte con un motore-generatore.
La messa in opera di questo progetto, avvenuta tra il 1990 e il 1992, ha consentito un incremento delle capacità produttive necessarie a fronteggiare le richieste di mercato, ottenendo contemporaneamente un’elevata produzione di energia (circa 1350MWh/anno) ed un considerevole risparmio energetico. Basti pensare che, prima dell’intervento, il trasporto del materiale dalla cava allo stabilimento veniva effettuato mediante 30 autocarri, percorrendo una strada di 8 km. con dislivello di 650 mt. s.l.m. (quota della cava 1280 mt., quota stabilimento 630 mt.), con un consumo di carburante stimato in 1150 mc di gasolio annui.
La soluzione sopra indicata potrebbe essere presa in considerazione presso altri stabilimenti di proprietà della Sibelco; purtroppo il mancato riconoscimento di “fonte rinnovabile” e quindi l’esclusione dal meccanismo dei certificati verdi, unito agli alti costi di realizzazione e manutenzione, ne compromettono l’implementazione in altre situazioni simili.
E’ in tale contesto che la Direzione aziendale sta valutando l’eventualità di ammodernare le caratteristiche dell’impianto in parte ormai obsoleto, iniziativa che comporterebbe un aumento di potenzialità ed affidabilità.
Da una affermazione del Direttore di stabilimento, ing. Dario Giordano – “…Ci lascia perplessi l’interpretazione stabilita dalla direttiva europea, riteniamo che questa soluzione energetica, come già segnalato al Ministero Sviluppo Economico, sia da comprendere nell’elenco delle fonti rinnovabili; sarebbe un passo importante se l’Italia promuovesse tale integrazione nella normativa comunitaria. Speriamo che le istituzioni aprano gli occhi ad innovazioni simili, che di fatto contribuiscono al miglioramento dell’ambiente ed alla sicurezza delle operazioni industriali”:
Si capisce quindi quale potrebbe essere l’ago della bilancia, determinante per l’impiego di ulteriori investimenti verso la realizzazione di nuovi impianti ed il potenziamento dell’attuale (da prospezioni geologiche risulta che la disponibilità di materia prima sia garantita per almeno 20 anni).