• Articolo , 9 marzo 2010
  • Energia: Sicilia, sicurezza e convenienza nel nuovo piano

  • Il nuovo piano energetico della Regione siciliana sara’ adottato come un regolamento di quello approvato nel marzo 2009. E sara’ ispirato a due criteri-guida: sicurezza e convenienza. Le linee generali della politica energetica siciliana sono state tracciate dal presidente Raffaele Lombardo al convegno, che si e’ aperto oggi a villa Malfitano a Palermo, sul tema: […]

Il nuovo piano energetico della Regione siciliana sara’ adottato come un regolamento di quello approvato nel marzo 2009. E sara’ ispirato a due criteri-guida: sicurezza e convenienza. Le linee generali della politica energetica siciliana sono state tracciate dal presidente Raffaele Lombardo al convegno, che si e’ aperto oggi a villa Malfitano a Palermo, sul tema: “Sicilia, verso una nuova politica energetica”.

La scelta di introdurre correttivi e innovazioni al piano esistente nella forma del regolamento deriva dalla necessita’ di evitare intoppi amministrativi che posso appesantire l’attuazione delle nuove iniziative decise dal governo regionale. Poi c’e’ il problema della sicurezza. “C’e’ l’impegno – ha detto Lombardo – di assicurare elevati standard di sicurezza. Questo vale per l’eolico, quando viene prodotto da megaimpianti, e vale per il nucleare. L’idea del governo era quello di affidare le scelte a un referendum popolare. Ma siccome l’Assemblea regionale si e’ ritrovata all’unanimita’ sulla posizione del no, ne abbiamo preso atto e questa e’ diventata la linea della Sicilia”.

Poi c’e’ il tema della convenienza che Lombardo ha riportato non solo, ma in particolar modo, all’energia eolica. “I dati sono per ora controversi”, ha osservato. “E’ anche vero che i gestori pagano royalties ai Comuni oppure locazioni ai proprietari dei terreni. Ma noi vogliamo vedere chiaro anche sugli ‘extra’, sul rischio cioe’ di illegalita’, e sulla riduzione di valore dei beni immobili su cui dovrebbero essere sistemate le pale eoliche. Vanno quindi tenuti presenti tutti i dati sulla effettiva convenienza degli investimenti e sulle conseguenze anche ambientali”.

Con riferimento alle fonti energetiche tradizionali, Lombardo ha ricordato che negli anni ’50-60 in Sicilia il ruolo dell’industria petrolchimica va riletto anche in chiave storico-politica per capire meglio quale influenza abbia avuto nella vita pubblica. Ma vanno valutati anche gli effetti prodotti dalle attivita’ fortemente inquinanti. “Si sono perdute – ha detto – vite umane, si sono sviluppate patologie collegate all’inquinamento ambientale, il sistema sanitario ha dovuto sostenere un costo elevato”.