• Articolo , 24 marzo 2009
  • Energia solare, Siemens scommette su Archimede

  • La Siemens ha deciso di scommettere sul solare termodinamico Made in Italy, l’Archimede sviluppato dall’Enea e prodotto, nel suo componente chiave (il tubo ricevitore) dall’Archimede Solar Energy del gruppo Angelantoni di Perugia. Il colosso tedesco, infatti, acquisisce il 28% delle azioni di Archimede Solar Energy, la consociata Angelantoni che produce il Cermet, il tubo di […]

La Siemens ha deciso di scommettere sul solare termodinamico Made in Italy, l’Archimede sviluppato dall’Enea e prodotto, nel suo componente chiave (il tubo ricevitore) dall’Archimede Solar Energy del gruppo Angelantoni di Perugia.
Il colosso tedesco, infatti, acquisisce il 28% delle azioni di Archimede Solar Energy, la consociata Angelantoni che produce il Cermet, il tubo di vetro sottovuoto ad anima interna super-nera in grado di concentrare il calore dei grandi specchi parabolici di Archimede e di fondere sali fusi fino a 550 gradi, temperatura record per questo tipo di centrali. Siemens, dal canto suo, è leader nel campo delle turbine a vapore connesse alle centrali solari a concentrazione.
«L’ingresso nel capitale di Archimede Solar Energy è un passo importante nella nostra strategia di sviluppo – spiega Renè Umlauf, amministratore delegato della divisione energie rinnovabili di Siemens – entro il 2015 il mercato delle centrali solari termodinamiche farà segnare crescite a due cifre, per un valore globale di 10 miliardi di euro».
Conseguenza dell’alleanza, per il gruppo Angelantoni, è l’avvio di un nuovo stabilimento: «Entro l’anno daremo il via alla costruzione di uno stabilimento per la produzione dei tubi Cermet, l’anno prossimo inizieremo la produzione di serie», spiega Federica Angelantoni, amministratrice delegata di Archimede Solar Energy.
L’obiettivo non è solo quello di completare il primo impianto Archimede presso la centrale Enel di Priolo (Siracusa) ma di avviare progetti anche più ampi, sia in Puglia che nel Lazio e poi nell’intera area del Mediterraneo (come la Libia, la Tunisia e forse l’Egitto). «La tecnologia Archimede a sali fusi offre un rilevante vantaggio di efficienza su quella oggi corrente a olio sintetico, che non supera i 350 gradi – spiega Gianluigi Angelantoni, presidente del gruppo – e permette uno stoccaggio di calore superiore, in grado di far funzionare le turbine elettriche anche di notte e persino in caso di diversi giorni di mancato irraggiamento. L’alleanza industriale con Siemens ci consentirà di integrare Archimede alla produzione elettrica di potenza, e di proporci come valida alternativa, su base internazionale, agli altri produttori di impianti solari termodinamici».(Giuseppe Caravita)