• Articolo , 3 marzo 2010
  • Energia sostenibile? La risposta è sottoterra

  • In questi anni la geotermia è passata dall’accezzione privilegiata per “grandi impianti” ad una dimensione più diffusa e domestica, ampliando il ventaglio delle promesse energetiche fornite dalle rinnovabili. Un convegno ha spiegato come e perchè

(Rinnovabili.it) – Si è tenuto ieri nel cuore di Roma a Palazzo Marini, sala delle Colonne il convegno *Energia Sostenibile? La Geotermia A Bassa Entalpia*, l’evento, organizzato da Alfa ambiente consulting in collaborazione con l’Università di Roma “Sapienza” Facoltà di Ingegneria e con l’Associazione Ambientevivo. Partendo dall’equazione _Gestione consapevole del sottosuolo = massimo rendimento + rispetto dell’ambiente_ la giornata ha sviluppato le tematiche inerenti le energie alternative e l’efficienza energetica con una particolare attenzione ad una fonte dalle grandi potenzialità ma non ancora così conosciuta come la geotermia a bassa entalpia. Questa risorsa energetica è, infatti, rinnovabile, affidabile, non discontinua, ad emissioni zero e risulta molto importante per la climatizzazione degli edifici. Si potrebbe aggiungere che in particolari situazioni di tutela del paesaggio o dei centri storici è quella che rimane più nascosta alla vista e che potrebbe fornire un valido aiuto al risparmio energetico. Durante il convegno sono intervenute autorità e docenti da tempo impegnate nella divulgazione e promozione delle energie rinnovabili, fornendo ai partecipanti un quadro molto chiaro dello stato dell’arte del settore ed, in particolar modo, sulla geotermia a bassa entalpia. Ha aperto i lavori il professor Ferruccio Marzano della Sapienza che ha spiegato l’aspetto ‘Energia e Sviluppo Economico’ definendolo come composto di quattro punti fondamentali, Economia, Ecologia, Politica e Etica e secondo cui proprio il primo di questi punti trovi nell’ambiente un vincolo che và necessariamente rispettato e che ne limita la massimizzazione dei profitti in una ’massimizzazione vincolata’.
Il Professor Giampaolo Rossi ha affrontato uno dei freni più grandi allo sviluppo della geotermia come fonte rinnovabile ossia le lungaggini burocratiche e le competenze. Il professor Rossi ha poi spiegato che il titolo quinto della costituzione sebbene fornisca un valido equilibrio tra unità nazionale e valorizzazione della funzione delle regioni crea anche alcune contraddizioni e sovrapposizioni di competenze. Per il docente di Roma Tre è difficile trovare una materia nella quale non siano competenti almeno 3 enti, di qui la lentezza dovuta alla complessità organizzativa e il ricorso a procedure di urgenza che aggirino l’ostacolo.
L’ingegner Maurizio Urbani già Direttore generale ENEA, ha invece puntato il dito sulle enormi carenze che il nostro paese soffre in materia di ricerca e quindi di sviluppo delle tecnologie legate alle rinnovabili. L’onorevole Margiotta vicepresidente dell’VIII commissione Ambiente, ha definito gli incentivi alle rinnovabili come ancora molto importanti per lo sviluppo delle stesse, sottolineando come il settore risenta di una ricerca nazionale ancora molto carente, con l’investimento più basso tra tutti i paesi europei. E’ opinione di Margiotta che “non si possa correre per le Energie se non si investe in Ricerca” e che si debba necessariamente far passare il concetto che le rinnovabili nel nostro paese non sono un costo economico ma un’opportunità di sviluppo. La giornata di lavori ha visto gli interventi del presidente della Alfa Ambiente Consulting incentrati sulle modalità di sfruttamento del sottosuolo in modo ecocompatibile, mentre di geofisica ci ha parlato il professor Cardarelli. Interessanti anche gli interventi dei rappresentanti delle regioni come la dottoressa Iosella Bruschi che ha spiegato come sia stata attivata recentemente una collaborazione con l’università Roma 3 per promuovere la geotermia a bassa entalpia nel territorio della regione Lazio mediante un supporto alla regolamentazione tecnica e normativa, un report sulle potenzialità della risorsa geotermica e lo sviluppo di casi studio a Roma. Estremamente interessante anche l’intervento dell’Ingegner Domenico Savoca responsabile della gestione delle risorse minerarie nella regione Lombardia, che è intervenuto nella tavola rotonda parlando dello sforzo compiuto in Lombardia sul fronte geotermico. Per snellire le procedure le sonde geotermiche in Lombardia non rientreranno più nella materia delle risorse minerarie ma nella gestione delle acque. La liberalizzazione delle concessioni per nuovi impianti geotermici sarà aiutato da una tutela puntuale nelle zone con vincoli o criticità e mediante la redazione di carte geoenergetiche che comprendano dette zone. La spinta è portata avanti in Lombardia con l’ambizioso slogan “le sonde geotermiche dove si possono fare si debbono fare”. Il convegno si è rivolto ad una nutrita platea composta non solo ai tecnici e agli Energy Manager ma anche ai privati, curiosi di una tecnologia forse non troppo conosciuta. (G.C.)