• Articolo , 9 marzo 2010
  • Energia: un obiettivo sociale per il Piano siciliano

  • La Sicilia pensa a un piano energetico che riesca a coniugare efficienza e sostenibilita’, sicurezza e accessibilita’ “democratica”. Una “nuova rivoluzione industriale” l’ha definita Rossana Interlandi, direttore del dipartimento energia della Regione, che ha illustrato le direttrici del piano siciliano (Pears) al convegno sulla “efficienza energetica” aperto oggi a Palermo.La sostenibilita’, e quindi l’efficienza del […]

La Sicilia pensa a un piano energetico che riesca a coniugare efficienza e sostenibilita’, sicurezza e accessibilita’ “democratica”. Una “nuova rivoluzione industriale” l’ha definita Rossana Interlandi, direttore del dipartimento energia della Regione, che ha illustrato le direttrici del piano siciliano (Pears) al convegno sulla “efficienza energetica” aperto oggi a Palermo.La sostenibilita’, e quindi l’efficienza del sistema, e’ il primo punto della strategia della Regione che mira a contenere l’impatto ambientale anche attraverso una forte riduzione delle emissioni. Ma l’altro obiettivo fondamentale e’ quello di un “accesso democratico” alla produzione di energia alternativa. A sostenere questa linea e’ un “approccio etico” che la Regione mira a stimolare. Agli investitori chiede di prendere in considerazione una riduzione del margine di guadagno per una finalita’ sociale.Quello che si cerca di incoraggiare e’ il ricorso alla “filiera locale”, cioe’ al complesso delle piccole realta’ aziendali e al “popolo delle partite Iva” che possono in tal modo diventare “protagonisti della produzione di energie rinnovabili”. In una regione come la Sicilia, dove le condizioni climatiche sono particolarmente favorevoli, si punta soprattutto sul fotovoltaico in grado di assicurare anche una consistente occupazione. Rossana Interlandi ha spiegato che in Sicilia la superficie utilizzabile per l’impianto dei pannelli solari e’ di quasi 29mila ettari dei quali solo il 15 per cento puo’ essere ragionevolmente coperto per produrre 2300 megawatt. Poiche’ occorrono 14 addetti per ogni megawatt si calcola che solo con il fotovoltaico sia possibile creare 32mila posti di lavoro. “Oltre a realizzare – ha concluso Rossana Interlandi – una cospicua produzione di energia rinnovabile si puo’ dare una mano allo sviluppo e all’occupazione.Non e’ cosa da poco”.