• Articolo , 14 giugno 2011
  • Energia. Zaia: agricoltura motore della 3a rivoluzione industriale

  • Penso che sul nucleare gli italiani abbiano fatto una scelta di campo importante. Non è una scelta controcorrente né è contro la modernità. La Germania ha deciso che per il 2020 l’80 per cento della sua energia dovrà venire da fonti rinnovabili. Vi trovate in una regione, il Veneto, dove si producono 15 mila gigawattora […]

Penso che sul nucleare gli italiani abbiano fatto una scelta di campo importante. Non è una scelta controcorrente né è contro la modernità. La Germania ha deciso che per il 2020 l’80 per cento della sua energia dovrà venire da fonti rinnovabili. Vi trovate in una regione, il Veneto, dove si producono 15 mila gigawattora di energia e se ne acquistano da fuori altrettanti, dove l’agricoltura consuma in tutto 617 gigawattora e soprattutto dove il 31 per cento dell’energia prodotta deriva da fonti rinnovabili: ancora una volta i veneti sono primi in questo settore”. Lo ha sottolineato il presidente del Veneto Luca Zaia, portando il saluto della Regione al Forum Internazionale dell’Energia organizzato oggi a Venezia dalla Coldiretti Nazionale.
Con il referendum, ha detto ancora Zaia, “i cittadini italiani, con un atto di estrema democrazia, hanno avuto il coraggio di avocare a sé una scelta rispetto alla quale la rappresentanza che aveva delegato è venuta meno”. “L’economista Jeremy Rifkin dice che dobbiamo puntare alla terza rivoluzione industriale. E l’agricoltura ne potrà essere veramente il motore: saranno le fonti energetiche provenienti dall’agricoltura ad alimentarla: raggi solari, salti d’acqua, produzione agricola che si può portare a biomassa, biogas. E’ l’obiettivo di un agricoltore attento anche dal un punto di vista etico al conflitto tra combustibile e commestibile, al fatto che nel mondo circa 120 milioni di bambini vivono in denutrizione e ogni anno 3 milioni di persone muoiono di fame”.
“Ben venga questa scelta – ha ribadito Zaia – ma dobbiamo confermare che l’uso del territorio agricolo per fotovoltaico non ci sta bene: l’agricoltura deve continuare a fare il suo mestiere, non dobbiamo dar modo agli speculatori di approfittare dei terreni: utilizziamo tetti e terreni non produttivi. Questa è la democrazia energetica, quella che ritiene che i cittadini dovranno produrre autonomamente la propria energia, avvantaggiati da tecnologie sempre migliori e più produttive, magari pensando che nelle nuove concessioni edilizie si obblighi l’uso di pannelli solari di ultima generazione piuttosto che tegole”.
“Questo è quello che immaginiamo – ha concluso il presidente del Veneto – in una Regione che crede molto nelle fonti rinnovabili, dove la raccolta dei rifiuti è differenziata al 56,3 per cento, dove l’ambiente è amato”.