• Articolo , 12 aprile 2010
  • Energie alternative e più investimenti sugli immobili

  • La provincia di Genova vuole ridurre le emissioni di anidride carbonica, uno dei gas serra, per migliorare la qualità ambientale, ma anche per vendere quote di inquinanti a quei territori o aziende che ne producono in surplus e che sono costretti a mettersi in pari con la media stabilita dall’Unione europea. La provincia di Genova […]

La provincia di Genova vuole ridurre le emissioni di anidride carbonica, uno dei gas serra, per migliorare la qualità ambientale, ma anche per vendere quote di inquinanti a quei territori o aziende che ne producono in surplus e che sono costretti a mettersi in pari con la media stabilita dall’Unione europea.
La provincia di Genova ha predisposto l’inventario delle emissioni di gas serra del proprio territorio. Questo è lo strumento che fornisce il quadro conoscitivo dello stato delle emissioni di CO2 per valutare in maniera obiettiva il contributo al problema globale, ma anche l’efficacia delle azioni messe in atto localmente per combattere il cambiamento climatico. Il modello è stato certificato dal RINA e rientra nei canoni europei (UNI ISO 14064), per questo è possibile cedere le proprie quote. I dati si riferiscono al 2005, l’ultimo periodo di riferimento, prima del prossimo rilevamento quinquennale di quest’anno, la media in provincia di Genova è stata di 6,6 tonnellate/anno a testa contro il dato nazionale di 7,6 e quello europeo di 7,7.
“Non bisogna accontentarsi – ha detto il presidente Repetto nel corso della conferenza stampa di presentazione dei dati – in collaborazione con i comuni cercheremo soluzioni per l’eolico e proporremo cambiamenti ai regolamenti edilizi per incrementare le possibilità di installare pannelli solari sui tetti degli edifici”.
Sì, perché sono proprio le abitazioni e l’uso domestico ad incidere per il 62% sul 45% delle immissioni complessive. In provincia l’industria, esclusi i casi di pertinenza nazionale come Iplom di Busalla e centrale Enel, incide per il 28% per il 16% sono colpevoli i trasporti (il 95% va ascritto al traffico su gomma) e solo l’1% all’agricoltura.
“E’ interesse dei privati, cittadini e imprese, investire sul rinnovamento energetico – ha detto Renata Briano assessore all’ambiente – in soli cinque anni si può rientrare della spesa iniziale con i risparmi sulle bollette”. Anche per il collega di giunta Sebastiano Sciortino la riduzione è possibile e conveniente: “Lo dimostrano i 12 edifici scolastici della provincia convertiti al fotovoltaico che hanno già prodotto un risparmio di 27.000 euro e una riduzione delle emissioni di anidride carbonica”.
L’anidride carbonica totale prodotta in provincia nel 2005 ammonta a 5.863.147 tonnellate, di cui 3.996.727 in città, a seguire Rapallo con 201.996, ma il dato percentuale più elevato è quello di Arenzano con 7,8 tonnellate annue a persona.