• Articolo , 18 novembre 2008
  • Energie: per Modena meglio le rinnovabili del nucleare

  • “Pro e contro delle energie nucleari vanno valutati con grande attenzione. Ci sono al-cuni aspetti su cui non esistono però valide risposte: le conseguenze in caso di inci-dente, ad esempio, e gli elevati costi sociali, dato che i luoghi scelti per gli impianti e i depositi di scorie suscitano preoccupazione e proteste dei cittadini. Per […]

“Pro e contro delle energie nucleari vanno valutati con grande attenzione. Ci sono al-cuni aspetti su cui non esistono però valide risposte: le conseguenze in caso di inci-dente, ad esempio, e gli elevati costi sociali, dato che i luoghi scelti per gli impianti e i depositi di scorie suscitano preoccupazione e proteste dei cittadini. Per questo il Comune di Modena ha scelto, con il piano energetico dello scorso anno, di investire invece sulle energie rinnovabili”. Lo ha detto in Consiglio comunale l’assessore all’Ambiente Giovanni Franco Orlando, rispondendo all’interrogazione “il no al nu-cleare è fuori da ogni tempo” presentata da Sergio Celloni (Pl).
Celloni ha chiesto “cosa questa amministrazione sta facendo veramente nella politica energetica” affermando che “le sole rinnovabili vanno assolutamente potenziate con importanti investimenti soprattutto nella ricerca. Serve puntare su una politica che incentivi la crescita del nucleare perchè continuare ad acquistare l’energia elettrica all’estero significa pagarla cara, essere sempre meno competitivi, e nello stesso tem-po avere le centrali a poche centinaia di chilometri dai nostri confini”.

L’assessore ha puntualizzato che “il nucleare a fissione con reattori di ultima genera-zione è relativamente sicuro, ma resta il problema dei costi sociali e di realizzazione. Ci sono anche studi per il nucleare a fusione, ma la costruzione si sposta a metà di questo millennio, non prima del 2035”.
Nel dibattito è intervenuto il capogruppo dei Verdi Mauro Tesauro: “l’indirizzo del nostro paese – ha detto – dovrebbe essere di interrompere le politiche sul nucleare ed esplorare le alternative. La scelta del referendum popolare va rispettata. Non penso che i malanni del nostro paese si debbano agli ambientalisti. Non mi pare abbiamo avuto mai questo potere. La colpa degli ambientalisti è sottolineare che le fonte ener-getiche vanno diversificate? Dire che la Co2 è dannosa? Il nostro ministro all’Ambiente ha fatto una pessima figura a Bruxelles fermando l’adesione al proto-collo di Kyoto. Ma il nostro interesse deve essere la qualità della vita e dell’ambiente”.
Angela Bellei di Rifondazione Comunista ha eccepito sulle affermazioni di Celloni: “la contrarietà a Kyoto e al pacchetto clima della Ue sono fuori dal tempo, la scelta del nucleare lo è. Sono scelte miopi, sbagliate, che nascondono il diktat di Confindu-stria. Le radiazioni nucleari non hanno confini. Oggi si rilancia il nucleare di nuova generazione, ma allora si rinvia tutto a dopo il 2020, mentre le centrali di terza gene-razione sono in dismissione in tutta Europa, costruirle in Italia sarebbe un buco nell’acqua. Se si pensa ai costi sociali, il nucleare non è affatto competitivo, nono-stante le affermazioni del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia”. Sergio Celloni ha citato “i milioni di euro spesi per le malattie derivate dall’inquinamento. Per il nostro sistema paese e per la nostra economia – ha detto – serve energia”.
L’assessore ha messo in guardia dalle posizioni preconcette nel discutere di questi temi: “io sono laico, e penso sia stato un errore nel nostro paese non fare ricerca sul nucleare. Poi rimane tutto il tema delle difficoltà e dei rischi del nucleare, problema-tiche che non sono risolte. Credo che sia responsabile non ragionare con slogan, ma con l’etica del benessere della collettività”.