• Articolo , 4 aprile 2008
  • Energie rinnovabili, il convegno all’università

  • Si è svolto ieri mattina nell’aula magna della facoltà di Economia e Commercio di viale XXIV Maggio il seminario dal titolo “Energie rinnovabili ed efficienza energetica: la sfida delle città solari – Il caso dei comuni della provincia di Latina”, organizzato dall’Università La Sapienza con il patrocinio di Confindustria e del Comune e della Provincia […]

Si è svolto ieri mattina nell’aula magna della facoltà di Economia e Commercio di viale XXIV Maggio il seminario dal titolo “Energie rinnovabili ed efficienza energetica: la sfida delle città solari – Il caso dei comuni della provincia di Latina”, organizzato dall’Università La Sapienza con il patrocinio di Confindustria e del Comune e della Provincia di Latina. Obiettivo del convegno promuovere e diffondere la cultura delle energie da fonti rinnovabili nel territorio pontino dove comunque si stanno facendo grossi balzi in avanti. Nel giro di un anno, per esempio, sono infatti raddoppiati i comuni con almeno un impianto a fonti rinnovabili, passando da 1.928 nel 2007 a 3.190 nel 2008. Tante le strutture installate, di diversa taglia e fonte, con un boom del solare fotovoltaico per il quale sono stati installati oltre 90 MW di pannelli. Gli investimenti si traducono in risultati concreti: risparmio energetico, tagli in bolletta, all’inquinamento dell’aria e una progressiva autonomia energetica dei comuni interessati. I sistemi fotovoltaici non producono emissioni di nessun tipo, tanto meno emettono, in fase di esercizio, gas aventi effetto serra. La produzione di un kWh di energia elettrica da fonte solare, se confrontata con pari produzione energetica da fonti fossili, consente di evitare l’emissione in atmosfera di 0,53 chilogrammi di anidride carbonica, uno tra i principali gas responsabili dell’effetto serra. Al momento attuale, tuttavia, la potenza installata complessiva degli impianti fotovoltaici su scala globale non è in grado di assicurare un abbattimento apprezzabile delle emissioni inquinanti in atmosfera. E’ per questo che è necessaria una maggior diffusione della tecnologia per ottenere dei benefici concreti. La conferenza di ieri mattina non ha quindi voluto essere solo un momento di analisi e di condivisione delle informazioni scientifiche e culturali più aggiornate sul tema, ma costituire anche un’occasione di confronto e di approfondimento tra esperti del settore e rappresentanti politico-istituzionali al fine di sottolineare le aree con maggiore potenziale di miglioramento tecnologico. Tra tutti gli interventi, è stato quello dell’assessore alle attività produttive della Provincia di Latina, Silvio D’Arco, ad aver suscitato maggiore scalpore. “Premesso che bisogna incentivare ulteriormente lo sviluppo delle energie rinnovabili visto che il nostro Paese non è ancora riuscito a ridurre le emissioni di CO2 così come stabilito dal protocollo di Kyoto – ha dichiarato l’assessore -, ritengo che sia arrivato il momento di intavolare un ragionamento sereno sul nucleare. Le fonti rinnovabili non sono infatti sufficienti a far fronte al fabbisogno energetico dell’Italia, mentre il nucleare di terza generazione è attualmente la fonte di energia più pulita e sicura che esista. D’altronde se il nostro Paese vuole tornare ad essere competitivo deve rendersi autonomo dal punto di vista energetico ed il nucleare rappresenta una risorsa davvero preziosa ed insostituibile”.