• Articolo , 16 novembre 2007
  • Energie rinnovabili: il fisco pareggia introiti e gettiti

  • Qui di seguito un esempio di come nel settore residenziale l’aumento del gettito fiscale, dovuto a tutte le attività che ruotano intorno alla produzione di energie rinnovabili, pareggi i mancati introiti per i minori consumi

Tutti gli aspetti legati all’energia (economici, politici, ecc) per essere ben compresi devono essere oggigiorno inseriti in un più globale e moderno contesto ambientalista. In questi ultimi anni si sta fortemente accrescendo la sensibilità generale sui rischi che l’attuale stile di vita e tipologia di consumi dei paesi industrializzati stanno generando sul millenario equilibrio del sistema ambientale e naturale che vige sul nostro pianeta.
Solo con queste premesse si può provare a comprendere quelle che da oggi saranno le nuove sfide e vie di sviluppo delle future politiche energetiche globali, ma soprattutto europee, che a noi interessano direttamente. Fatto sta che la Comunità Europea già da tempo sta orientando le proprie politiche ed indicazioni in tale direzione per sensibilizzare i vari policy maker nazionali ed i relativi cittadini, verso una più efficace ma soprattutto efficiente politica di sviluppo sostenibile.
In tale contesto la sfida sarà quella per raggiungere sempre più alti livelli di efficienza energetica.
Le abitazioni contribuiscono circa per il 30 % all’inquinamento delle nostre città. Per tale motivo i policy maker italiani stanno fortemente incentivando economicamente la messa in efficienza della abitazioni degli italiani, esempio ne è la Finanziaria 2007 che incentiva la sostituzione di vecchie caldaie con caldaie a condensazione, l’installazione di valvole termostatiche, la contabilizzazione del calore, la trasformazione di impianti di riscaldamento autonomo con impianti centralizzati, l’isolamento dell’involucro edilizio, la sostituzione di infissi e altri interventi volti all’aumento dell’efficienza energetica.
Il 30 Ottobre 2007 si è tenuto a Roma il convegno internazionale per la presentazione ufficiale del progetto EnerBuilding (“www.enerbuilding.eu”:http://www.enerbuilding.eu).
Adiconsum, attraverso il progetto europeo Enerbuilding, realizza una campagna informativa sul risparmio energetico con la pubblicazione di 4 Guide e un servizio di assistenza ai consumatori attraverso un call center ad hoc e un software per l’autodiagnosi dell’efficienza energetica della propria abitazione.
La Commissione Europea ha affidato il coordinamento del progetto Enerbuilding ad Adiconsum, da anni impegnata nell’educazione dei consumatori all’uso razionale dell’energia.
A tale evento hanno partecipato esponenti dei consumatori, delle imprese, delle istituzioni e dei partner del progetto.
In particolare il partner Cremonesi Consulenze ha presentato uno studio che mette in evidenza gli effetti delle politiche incentivanti l’efficienza energetica (es. la Finanziaria 2007) sulle “entrate” dello stato.
Lo studio si propone di dimostrare come l’aumento del gettito fiscale dovuto all’indotto generato dalle attività afferenti gli interventi di efficienza energetica, nel settore residenziale, compensi la diminuzione degli introiti fiscali per la conseguente riduzione dei consumi.
Sulla base di dati ISTAT relativi al censimento 2001, è stato fatta una “foto” della stato attuale della bolletta energetica media delle famiglie italiane, evidenziando gli aspetti ambientali e il gettito economico per lo Stato derivanti dall’utilizzo delle tecnologie oggi installate in Italia per soddisfare i fabbisogni energetici medi delle famiglie.
A partire da tale “foto” sono state fatte due ipotesi, una di riqualificazione energetica convenzionale e una di riqualificazione energetica “sostenibile”. E’ stato dimostrato come in entrambi i casi, la riduzione del gettito fiscale derivante dal minor consumo di combustibili fossili, sia ampiamente compensato dall’indotto economico generato dal mercato di tecnologie più efficienti.

Analizziamo di seguito nel dettaglio le tre situazioni:

1) STATO ATTUALE

Qui di seguito vengono elencati i valori ottenuti da un’elaborazione dei dati dell’ISTAT:

2) RIQUALIFICAZIONE CONVENZIONALE

È stato considerato un intervento molto semplice ed apparentemente economico. L’intervento consiste nel:

• cambio di combustibile, da gasolio a gas metano, dove possibile
• sostituzione delle vecchie caldaie con caldaie tradizionali
• la riqualificazione delle abitazioni si suppone avvenga in un arco temporale di circa 10 anni

La situazione a valle dell’intervento appare come segue:

Considerando un costo totale per la riqualificazione di circa 3 miliardi di euro e un arco temporale di intervento di 10 anni, il gettito fiscale per lo stato risulta maggiore rispetto a quello odierno. Per il calcolo del gettito sono stati considerati da un lato gli introiti provenienti dalle imposte sui materiali (IVA), sul lavoro (IRE), sul fatturato (IRES) e sui combustibili e dall’altro i costi per lo Stato generati dalle ricadute dovute a sanzioni per il non rispetto dei vincoli imposti dal protocollo di Kyoto, dal mancato gettito del “lavoro sommerso” e dalle detrazioni fiscali (36%).

3) RIQUALIFICAZIONE SOSTENIBILE

L’intervento considerato nel seguente caso è leggermente più complesso dei precedenti e può contenere i seguenti interventi:

• Sostituzione di gasolio con gas metano, dove possibile;
• Caldaia a condensazione e ottimizzazione del sistema di produzione;
• Involucro edilizio e suo miglioramento;
• Impiego della termoregolazione e contabilizzazione del calore;
• Utilizzo di energie rinnovabili.
La situazione a valle dell’intervento appare come segue:

Considerando un costo totale per la riqualificazione di circa 8 miliardi di euro e un arco temporale di intervento di 10 anni.
In questo caso, il gettito fiscale risulta pressoché uguale a quello del caso di riqualificazione convenzionale. Per il calcolo del gettito sono stati considerati da un lato gli introiti provenienti dalle imposte sui materiali (IVA), sul lavoro (IRE), sul fatturato (IRES) e sui combustibili e dall’altro i costi generati dalle detrazioni fiscali (55%) e dal regime agevolato di IVA al 10%.
Risultano quindi evidenti i benefici derivanti dall’ultima soluzione proposta.
La riqualificazione sostenibile porterebbe sia ad un indotto economico di circa 8 miliardi di euro, a un aumento del gettito fiscale da parte dello stato e ad un’indubbia riduzione delle emissioni inquinanti, ma anche all’aumento dell’indipendenza energetica dell’Italia da altri paesi (spesso geo politicamente instabili) e all’ampliamento di un industria ed un mercato italiani.