• Articolo , 7 gennaio 2008
  • Energie rinnovabili, scaldarsi con i residui legnosi

  • Un potenziale mercato da quattro milioni di famiglie è quello che potrebbe essere interessato in Italia al riscaldamento attraverso l’uso delle biomasse, cioè i residui legnosi che sono considerati scarti senza valore della lavorazione del legno Progetto Fuoco, sesta biennale internazionale si presenta dal 24 al 27 gennaio alla Fiera di Verona come la più […]

Un potenziale mercato da quattro milioni di famiglie è quello che potrebbe essere interessato in Italia al riscaldamento attraverso l’uso delle biomasse, cioè i residui legnosi che sono considerati scarti senza valore della lavorazione del legno
Progetto Fuoco, sesta biennale internazionale si presenta dal 24 al 27 gennaio alla Fiera di Verona come la più grande e completa rassegna mondiale di impianti e attrezzature per la produzione di calore ed energia dalla combustione della legna.Un quinto delle famiglie italiane potrebbe riscaldarsi bruciando il legname derivato dalle lavorazioni agro-industriali, forestali, e residui civili.
Lo sostiene ITABIA (associazione che dal 1985 promuove la diffusione delle biomasse), la quale stima che in Italia i residui vegetali esistenti, se impiegati in impianti di teleriscaldamento, da subito darebbero energia termica a 4 milioni di abitazioni. Soltanto la Sicilia produce annualmente 2 milioni di tonnellate di residui legnosi; 1,6 milioni il Piemonte e un milione e mezzo la Lombardia.
L’evento di quest’anno alla Fiera di Verona pone particolarmente risalto alle tecnologie più innovative frutto della ricerca applicata all’industria delle stufe, delle caldaie, dei termocamini alimentati a biomasse; proponendo un ventaglio di prodotti che non ha eguali a livello fieristico nel mondo, con ben 250 impianti in funzione.
Il prodotto per la combustione che fa da padrone in mostra (soprattutto per il suo potere calorifico superiore a quello del legname) è il pellet, cilindretti essiccati e compressi fatti di segatura, oppure (nelle versioni più nuove), composti da legno e mais, fieno e vegetali, semi di frutti o noccioli di olive. Il legname a scaglie (cippato) ottenuto dai residui di lavorazioni boschive- agricole- urbane, ha invece una resa energetica pari a circa metà quella rispetto al pellet.
Ma l’esposizione mette in gioco soprattutto gli impianti. Si vedranno: caminetti, termocamini ad aria e ad acqua, stufe, termocucine, cucine a legna, caldaie a biomasse, bruciatori, impianti chiavi in mano, silos per stoccaggio, accessoristica domestica e per fumisteria, rivestimenti e ceramiche, strumenti di controllo delle emissioni, studi di fattibilità.
Una apposita sessione espositiva raddoppiata rispetto alla scorsa edizione, con dimostrazioni pratiche di funzionamento, è dedicata alle macchine per la preparazione e il confezionamento della legna da ardere: dalle spaccalegna alle scippatrici, dai trituratori ai banchi sega, ai centri di lavorazione.
La mostra, rivolta agli operatori del settore, aprirà però al pubblico sabato e domenica, sempre in orario continuato 9.00-18.00