• Articolo , 9 febbraio 2010
  • Eolico, da che parte soffia il vento turco?

  • Secondo l’Ewea, il Paese deve sfruttare le sue enormi risorse di energia eolica, se vuole soddisfare la propria crescente domanda energetica ed esser sempre meno dipendente dalle importazioni di energia.

(Rinnovabili.it) – Si è aperto oggi ad Ankara il workshop organizzato dall’European Wind Energy Association (EWEA), in collaborazione con la turca Wind Energy Association (TWEA/TÜREB), occasione per oltre 300 rappresentanti dell’industria, del governo e le imprese nazionali di energia elettrica per discutere del potenziale di sviluppo dell’energia eolica nel paese. Potenziale ancora parzialmente inespresso, anche se la capacità eolica installata della nazione è triplicata nel corso del 2007 passando da 50 MW a circa 150 MW. Ed è triplicata ancora una volta nel corso del 2008 per raggiungere 433 MW installati e portarsi vicino al raddoppio alla fine del 2009 con 801 MW.
L’intenzione annunciata dal governo di puntare all’obiettivo del 30% per le energie rinnovabili entro il 2023 spingerà l’energia del vento fino a 20 GW per la stessa data. “Con una crescita media della domanda energetica dell’8% ogni anno, se l’obiettivo di 20 GW sarà soddisfatto, l’eolico coprirà un quinto della richiesta della Turchia entro il 2023”, ha dichiarato Christian Kjaer, direttore generale della EWEA. “Il vento è pulito, “locale” e, soprattutto, può cominciare a produrre energia in fretta, elemento cruciale per un paese è in forte aumento il fabbisogno energetico”. Secondo il Ministero dell’Energia e delle Risorse Naturali, la nazione ha il potenziale per produrre 160 TWh di energia elettrica (da una capacità di 48.000 MW), che è due volte l’attuale consumo di energia elettrica.
“L’energia eolica è un’opportunità per la Turchia, e la Turchia offre un’opportunità di mercato ad investitori e imprenditori”, ha detto Murat Durak, presidente della TÜREB. “Tuttavia, al fine di sfruttare questo potenziale, le procedure burocratiche di autorizzazione devono essere ottimizzate e il governo deve mettere in atto un quadro giuridico che offra stabilità e certezza a coloro che vogliono investire per i prossimi 15 anni. Con tali condizioni la Turchia avrà enormi vantaggi in termini di sicurezza energetica, occupazione e crescita economica”, ha concluso.