• Articolo , 19 ottobre 2007
  • Eolico: EWEA, no a commercio virtuale

  • La European Wind Energy Association si oppone alla proposta dell’Unione Europea di introdurre una contrattazione virtuale dell’energia elettrica “pulita”

L’industria europea dell’eolico (EWEA) mette sotto pressione la Commissione Europea, per spingerla a riflettere prima di decidere l’introduzione del “commercio virtuale” delle energie rinnovabili, e in particolare dell’elettricità verde. Con una sfilza di 20 domande si chiede, innanzitutto, se l’Esecutivo abbia fatto un’analisi dell’impatto economico, visto che secondo uno studio tedesco il meccanismo comporterebbe costi addizionali per 100 miliardi di euro. Ci si domanda quali siano stati gli studi e le analisi effettuate sulle precedenti esperienze di commercio trasfrontaliero di elettricità e come si potranno evitare gli effetti indesiderabili verificati. E, ancora, se Norvegia e Svezia non sono riuscite a instaurare un sistema bilaterale di scambi di elettricità verde, come potranno raggiungere un accordo 27 stati membri? Il commercio dell’elettricità da fonti rinnovabili tra Stati dovrebbe essere possibile, secondo l’EWEA, solo dopo il raggiungimento degli obiettivi nazionali, visto che tutti i paesi, diversificando le risorse locali, hanno la possibilità di ottenere il target del 20%. Gli industriali ritengono che l’eventuale sviluppo di un commercio internazionale dell’elettricità da rinnovabili non deve minare gli schemi di sostegno nazionali, gli obiettivi nazionali e, quindi, lo stesso sfruttamento del potenziale di energia da rinnovabili a livello del singolo Stato. (fonte Ansa)