• Articolo , 2 febbraio 2009
  • Eolico, in Europa è la scelta rinnovabile ‘numero uno’

  • Con una media di 20 turbine eoliche per giorno lavorativo nel 2008 le installazioni eoliche nell’Unione Europea hanno superato quelle di qualsiasi altra fonte energetica, segnando un 15% in più rispetto al 2007

Gli europei credono nell’energia del vento tanto da aver scelto la tecnologia eolica sopra ogni altro sistema di produzione elettrica per quel che riguarda il 2008. Lo rivelano le statistiche pubblicate oggi dall’European Wind Energy Association (EWEA), segno evidente di come, con un totale di 64.949 MW di capacità in esercizio per la fine dello scorso anno, abbia assunto il ruolo di tecnologia leader in Europa. Gli impianti eolici hanno rappresentato il 43% di tutte le nuove istallazioni energetiche nei 27 paesi dell’area Euro, sorpassando dunque anche carbone, gas e nucleare. “Le cifre mostrano che l’eolico è indiscutibilmente la scelta numero uno negli sforzi europei per passare all’energia pulita”, ha detto Christian Kjaer, EWEA Chief Executive. La crescita del settore ha visto salire di pari passo il tasso di occupazione con un totale di 160.000 nuovi impieghi fra lavori diretti e indiretti e anche, ovviamente, la quota investimenti per un valore di 11 miliardi di euro nel solo Vecchio Continente.
In termini di copertura energetica l’anno d’oro dell’eolico ha prodotto 142 TWh di elettricità; in altre parole è riuscito a coprire fino al 4,2% della domanda UE, evitando l’immissione in atmosfera di 108 miliardi di tonnellate di CO2, l’equivalente degli scarichi di 50 milioni di automobili. “L’energia eolica è un esempio d’investimento intelligente, che mette in moto il denaro dei cittadini europei nelle proprie economie piuttosto che trasferirlo nelle mani dei paesi esportatori”, ha commentato Kjaer. “Investire in energia eolica significa sostenere la leadership tecnologica, la protezione del clima, l’indipendenza energetica, le opportunità commerciali e l’occupazione”.
Non sorprende che a condurre il gioco siano Germania e Spagna con rispettivamente 1.665 MW e 1.609 MW di nuova capacità installata. Ma nel complesso il 2008 ha mostrato una crescita più equilibrata rispetto agli anni passati, merito soprattutto delle performance registrate nei nuovi mercati importanti: una “seconda ondata” -come la definisce l’EWEA – guidata dall’Italia e i suoi 1.010 MW (3.736 MW in totale), dai 950 MW della Francia (giunta a 3.404 MW) e il Regno Unito che con 836 MW sale a 3.241 MW complessivi. Inoltre dieci Stati membri ora possiedono almeno 1.000 MW di capacità installata e Austria (995 MW) e Grecia (985) sono a un passo dal superare questo traguardo.
E secondo l’Associazione è già visibile l’inizio di una “terza ondata” costituita per lo più dai paesi dell’Est Europa, mentre al di fuori degli Stati membri, la Turchia ha triplicato la propria capacità installata passando da 147 MW a 433 MW.
Ultima considerazione, l’eolico off-shore ha aggiunto nel 2008 ulteriori 357 MW portando la capacità totale a 1.471 MW, vale a dire circa il 2,3% del totale.

La Mappa dell’Eolico Europeo 2008 può essere consultata “qui”:http://www.ewea.org/fileadmin/ewea_documents/documents/statistics/European_Wind_Map_2008.pdf