• Articolo , 27 ottobre 2010
  • Eolico, la Vestas annuncia la chiusura di 5 impianti di produzione

  • Mentre molte aziende investono, la Vestas sposta parte della produzione scandinava in Spagna per far fronte alla crisi economica. A rischio 3000 posti di lavoro

(Rinnovabili.it) – Accanto ai dati tutte rose e fiori sulla crescita del comparto eolico bisogna anche accostare quando capita quelli meno felici dei “caduti” per colpa della crisi. La Vestas, società danese leader nella produzione di rotori eolici, ha da poco annunciato di voler chiudere ben 5 impianti di produzione presenti sul territorio scandinavo, tagliando così circa 3000 posti di lavoro. Un’azione drastica presa dalla compagnia a seguito del rallentamento della domanda di energia eolica in Europa e nella convinzione che “nel 2011 la crescita del mercato europeo non raggiungerà il livello sperato”. Vestas ha pertanto deciso di spostare la produzione in Spagna dove i costi sono più trattenuti al fine di proteggere i profitti dell’azienda, una conclusione a cui è giunta a seguito di altre chiusure avvenute in Inghilterra, Danimarca e Svezia durante lo scorso anno. Nonostante la dismissione di parte degli impianti attivi in Inghilterra, continuano a lavorare per Vestas circa 500 inglesi, presenti negli impianti dell’Isola di Wight, Warrington e Bristol. Eppure la situazione non sembra per tutti prendere la stessa piega. Quasi contemporaneamente arriva infatti la notizia di nuovi investimenti in siti produttivi, per un valore di circa 300 milioni di sterline, da parte dei rivali Ge, Siemens e Gamesa, aziende che fanno concorrenza alla danese. A seguito dell’Infrastructure Plan britannico, che comprende il progetto da 60 milioni di sterline per l’adeguamento dei porti alla ricezione delle grandi componenti eoliche, il GE ha infatti comunicato di voler continuare ad investire nel settore, mettendo sul mercato la somma di 100 milioni di sterline per la realizzazione di nuovi impianti di produzione. A questo ha fatto seguito la dichiarazione di Gamesa per l’istituzione di un fondo da 131 milioni di sterline destinati alla realizzazione di un centro mondiale per l’energia eolica off-shore e di una fabbrica di turbine.