• Articolo , 3 maggio 2011
  • Eolico: quando il vento si trasforma in minaccia

  • A seguito dei tornado che hanno devastato il sud-est degli Stati Uniti la consapevolezza che i sistemi di sicurezza funzionano, ma che una fonte energetica benefica per l’ambiente a volte può trasformarsi in un fenomeno di devastazione per il genere umano

(Rinnovabili.it) – Il lato oscuro del vento. Sembra il titolo di un film e invece è l’esclamazione pronunciata da molti guardando i panorami del sud-est degli Usa a seguito dei devastanti tornado che hanno distrutto intere cittadine. Una fonte energetica rinnovabile e a basso impatto ambientale come il vento che, quando si scatena, riesce a portare morte e devastazione, sfuggendo completamente al controllo dell’uomo che però, a difesa dei parchi eolici, ha ideato sistemi di sicurezza che entrano in gioco quando l’intensità delle folate supera i limiti stabiliti.
“Abbiamo misure di protezione contro i venti davvero forti, in particolare per quelli del Midwest,” ha dichiarato Andrew Longeteig, un portavoce della Vestas, uno dei più grandi produttori mondiali di turbine.
Gli impianti eolici, presenti in 38 dei 50 stati Usa, lavorano al meglio quando le correnti d’aria soffiano tra le 25 e le 50 miglia orarie mentre le intense raffiche dei tornado possono risultare dannose.
“Il vento che soffia forte un giorno e si calma il giorno successivo non è quello di cui abbiamo bisogno” ha dichiarato Steve Stengel, portavoce della NextEra Energy Resources, numero uno nella produzione eolica statunitense specificando che anche *una sola ora di vento forte* a 55 miglia orarie riesce a danneggiare le lame usurandole. Per questo l’industria ha previsto rotori che in caso di raffiche troppo intense si spengono automaticamente, aiutati dalle segnalazioni degli anemometri collegati ad esse, che entrano in protezione quando i venti toccano le 130 miglia orarie.
Controllate anche in remoto le pale possono essere disattivate e la loro inclinazione modificata in caso le previsioni meteo preannuncino l’arrivo di un fenomeno di eccezionale potenza come quelli che nella settimana scorsa hanno colpito Alabama e Mississippi, dove però non ci sono impianti eolici commerciali, come verificato dall’AWEA, l’American Wind Energy Association.

Nella storia degli Usa però i tornado di maggiore intensità si sono abbattuti in Missouri, Illinois e in Indiana nel 1925 uccidendo 747 persone, stati che al giorno d’oggi ospitano il maggior numero di centrali eoliche con centinaia di turbine attive.
A tal proposito Longeteig ha dichiarato che solo il tempo sarà in grado di stabilire se i rotori sono in grado di sopportare altri tornado come quelli che hanno devastato il sud del paese, due dei quali classificati come categoria 5 nella scala _Enhanced Fujita,_ che registrata eventi tra i più devastanti con velocità del vento che *toccano le 200 miglia orarie*. In questa occasione Longeteig ha anche ricordato come le pale eoliche istallate nell’area di incidenza dello tsunami che recentemente ha colpito il Giappone hanno resistito all’impatto delle onde continuando a generare l’energia che ha permesso al paese di sopravvivere, concludendo che anche le centrali del Midwest sarebbero quindi in grado di continuare la produzione.
“Non c’era alcun danno, ed hanno continuato a produrre energia senza alcuna interruzione”, ha detto il portavoce della Vestas riferendosi ai parchi eolici presenti nelle aree colpite dallo tsunami.