• Articolo , 10 novembre 2010
  • Eolico sotto scacco: il global warming minaccia l’intensità dei venti

  • L’aumento della temperatura globale potrebbe determinare la diminuzione dell’intensità dei venti e quindi la produzione di energia da fonte eolica. Lo ha affermato Ren Diandong, ricercatore presso l’Università di Austin

(Rinnovabili.it) – Un passaggio all’energia eolica potrebbe contribuire radicalmente alla diminuzione delle emissioni di gas serra riducendo, di conseguenza, il riscaldamento globale. Ma attualmente siamo di fronte ad un fenomeno atmosferico che potrebbe generare altre problematiche visto che l’aumento della temperatura che si sta verificando sul nostro Pianeta determina la diminuzione della velocità del vento si potrebbe presto verificare il conseguente calo della produzione di energia. La rivelazione, diffusa da Ren Diandong, ricercatore dell’Università texana di Austin, è apparsa in un documento pubblicato sul _Journal of Renewable and Sustainable Energy_. Il ricercatore ha spiegato che i venti dominanti che spirano in atmosfera alla quota di 1000 metri sopra la superficie terrestre sottostanno ad una temperatura gradiente che decresce man a mano che ci si avvicina i poli ed è il forte contrasto tra le diverse temperature a generare i venti di maggiore intensità. Aumentando la temperatura globale andrà a diminuire il contrasto tra le temperature e di conseguenze i venti generati avranno una potenza minore, ha spiegato Diandong.
Entrando nel panorama della produzione da eolico va però specificato che i venti che interessano i rotori sono i venti di bassa quota, che soffiano a circa 100 metri dal suolo dove vengono influenzati anche dalla morfologia del territorio e dalle sue irregolarità, un fattore di modifica della velocità del vento costante, sempre presente. A tal proposito il ricercatore ha calcolato che qualora la temperatura globale si innalzasse tra i 2 e i 4 gradi centigradi si potrebbe determinare una diminuzione dell’intensità dei venti alle alte latitudini settentrionali compresa tra il 4 e il 12%. Questo significa, ha precisato Diandong che “avremo bisogno di aumentare il numero delle pale eoliche per ottenere lo stesso quantitativo di energia. L’energia del vento continuerà ad essere abbondante e redditizia ma abbiamo il dovere di preservare la fonte all’origine” prima che sia troppo tardi.