• Articolo , 22 ottobre 2010
  • Eolo, con la forza del vento rende l’acqua potabile

  • Sfruttando la forza meccanica del vento, Aeolus riesce a prelevare l’acqua dalle falde azionando una pompa spingendola poi attraverso il percorso di depurazione. Non ha bisogno di energia elettrica l’invenzione che potrebbe rivoluzionare l’approvvigionamento idrico

(Rinnovabili.it) – L’acqua potabile è una risorsa sempre più rara ed indispensabile, soprattutto nei paesi in via di sviluppo dove condutture e acquedotti sono fatiscenti e spesso inesistenti. Per risolvere questa situazione gli esperti da tempo ricercano soluzioni volgendo spesso lo sguardo a nuovi metodi di desalinizzazione dell’acqua marina o salmastra, processo che essendo altamente energivoro risulta spesso problematico. Per purificare l’acqua i meccanismi più utilizzati sfruttano l’osmosi inversa, richiedendo almeno 3 kWh per metro cubo di acqua da trattare. Sulla scia di soluzioni alternative che permettano di impiegare, nei processi di depurazione, energia proveniente da fonti rinnovabili, si colloca anche *Aeolus*, un’invenzione che a guardarla ci ricorda i vecchi mulini a vento che sfruttando la potenza eolica macinavano il grano; in questo caso invece l’impianto sfrutta turbine eoliche per generare, grazie all’esperienza della Engineering For The Earth, la potenza necessaria alla purificazione dell’acqua marina. La forza del vento non viene infatti trasformata in energia elettrica bensì sfruttata in quanto forza meccanica e impiegata per spingere l’acqua marina dalla falda al percorso che le fa attraversare una serie di filtri di depurazione, compresa la membrana grazie alla quale si realizza l’osmosi inversa e a questo punto l’acqua viene stoccata, pronta per essere utilizzata. Ogni unità realizzata garantisce la risorsa necessaria ai bisogni di una comunità di 500 persone e al fine di allargare la possibilità di fornire acqua in maniera costante si stanno realizzando unità fisse con ventole di una grandezza compresa tra 2 a 6 metri per desalinizzare l’acqua marina e un’unità fissa da 3,6 metri per purificare l’acqua salmastra.