• Articolo , 25 maggio 2011
  • EPA, 2.25 mln a dieci piccole imprese attente all’eco-innovazione

  • L’EPA ha assegnato a dieci imprese statunitensi il fondo economico stanziato a favore dello sviluppo di tecnologie eco-friendly

(Rinnovabili.it) – L’Environmental Protection Agency statunitense ha assegnato circa 2.25 milioni di dollari a 10 piccole imprese, ovvero a scopo di lucro e con meno di 500 dipendenti, a supporto dello sviluppo di nuove tecnologie per la protezione dell’ambiente e della salute pubblica.
Tra i vincitori aziende della California, Colorado, Florida, Massachusetts, Michigan e New Mexico che hanno presentato progetti innovativi che includono la riduzione delle componenti chimiche tossiche presenti nelle discariche, la riduzione delle emissioni di metano attraverso la conversione del gas prodotto dalla lavorazione dei rifiuti in carburante oltre alla progettazione di un sensore ambientale che in tempo reale riesca monitorare i livelli di inquinamento delle acque.
“Il programma SBIR (Small Business Innovation Research) dimostra come rispondere alle sfide ambientali può contribuire a creare nuovi posti di lavoro”, ha detto il Dr. Paul T. Anastas, assistente dell’amministratore dell’Ufficio di ricerca e sviluppo dell’EPA. “Queste piccole imprese si stanno contemporaneamente aprendo la strada verso un pianeta sostenibile e verso un’economia sana.”

Ogni anno, il programma SBIR dell’EPA dà alle piccole imprese la possibilità di concorrere per i fondi stanziati a supporto dello sviluppo della tecnologia a basso impatto ambientale in settori come la bioedilizia, l’innovazione nel settore manifatturiero, le nanotecnologie, i gas serra, il monitoraggio delle acque da bere e il trattamento delle acque reflue e delle infrastrutture sostenibili, il monitoraggio dell’aria e il controllo dell’inquinamento, i biocarburanti, il monitoraggio e la gestione dei rifiuti e infine la sicurezza del territorio nazionale.

Attualmente sono presenti sul territorio statunitense circa 25 milioni di piccole imprese che negli ultimi dieci anni hanno generato dal 60 all’80% dei nuovi posti di lavoro e che sono le responsabili della maggior parte delle nuove tecnologie presenti nel paese.