• Articolo , 30 ottobre 2008
  • Ererec: per il CCS no al doppio bonus

  • Critiche del settore delle rinnovabili, nei confronti del raddoppio degli incentivi al CCS che oggi viene discusso dal parlamento europeo,

Per quanto riguarda lo stoccaggio delle emissioni di Co2 attraverso il CCS (Carbon Capture and Storage), il mondo europeo delle energie rinnovabili, rappresentato dall’Erec, ha inviato una lettera al ministro francese per l’energia Borloo (ora nel suo periodo di presidenza Ue), contro la proposta del Parlamento europeo, ora in discussione, che premierebbe la CCS con un doppio bonus per finanziarne gli impianti sperimentali. Così le industrie che non produrranno emissioni fruirebbero degli incentivi previsti per le energie pulite, quindi non pagando i diritti di emissione, ma potrebbero anche contare su un ulteriore bonus per l’anidride carbonica stoccata.
Inoltre il sistema del ”doppio credito” al CCS causerebbe, secondo l’Erec, una distorsione del mercato. E’ infatti indispensabile, si sostiene, che il sistema Ets (Emission Trading Scheme) dell’Unione europea rimanga neutrale nei confronti delle altre le tecnologie, essendo stato pensato proprio per incoraggiare quelle a minor impatto di emissioni.
L’Erec suggerisce varie soluzioni per finanziare la sperimentazione del CCS. Ad esempio potrebbe essere l’industria elettrica ad accollarsi le spese necessarie per testare e sviluppare gli impianti pilota di Ccs.
Oppure potrebbero essere impiegati, anche solo in parte, i fondi messi a disposizione dell’industria del carbone. L’importante, ribadisce l’Erec, che sia chiaro come il CCS, al pari dell’energia nucleare, non potrà contribuire alla riduzione delle emissioni di Co2 entro le scadenze sancite dal protocollo di Kyoto.