• Articolo , 14 novembre 2008
  • Esperto IEA: l’edilizia italiana punti sull’efficienza energetica

  • Il Bel paese arretra sul fronte efficienza e risparmio energetico rispetto al vantaggio che poteva vantare quindici anni fa: è il momento di recuperare

Si chiude oggi internazionale Il Rome Energy Meeting l’evento organizzato da Italian Utilities, in collaborazione con il WEC – World Energy Council Italia e con SAFE, Sostenibilità Ambientale Fonti Energetiche, sulle principali tematiche energetiche e ambientali. L’incontro è stato l’occasione per presentare a Roma, subito dopo la sua uscita ufficiale a Londra, il WEO 2008, l’autorevole pubblicazione dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) con cui ogni anno l’organizzazione fa il punto del settore dell’energia. Ad illustrare l’Outlook ed in particolare i dati più rilevanti per l’Italia Pietr Boot, direttore della IEA, che ha aperto un’importante parentesi sullo “sistema efficienza energetica” nazionale: “L’Italia ha perso terreno rispetto a quindici anni fa sul fronte dell’efficienza energetica: ora dovrebbe puntare a migliorare quella degli edifici esistenti”. “Sono molti gli interventi possibili sugli edifici esistenti, – ha spiegato Boot – più di quelli sulla nuova edilizia. Si dovrebbero implementare sul serio i certificati energetici già sperimentati”. Altro settore strategico per centrare l’obiettivo di riduzione dei consumi quello “dell’illuminazione, sposando la nota tradizione dell’architettura italiana con i nuovi bisogni di efficienza” Secondo l’esperto della IEA, anche “nell’industria ci sono molti esempi di efficienza a livello europeo per il lungo periodo, ad esempio in Finlandia o in Olanda”. In questo senso Boot ha invitato alla costituzione di “una road map della tecnologia per 15-30 anni combinata ad attività concrete”, dove “forti politiche per il clima diventano opportunità di tipo economico”.