• Articolo , 5 gennaio 2010
  • Esplorare nuove vie ecofriendly nella regione artica

  • Da un partenariato franco norvegese lo sviluppo di materiali edili adatti alle temperature artiche e con un impatto ambientale positivo

(Rinnovabili.it) – Particolari sacchi riempiti di sabbia sintetica: questa la soluzione che partner francesi e norvegesi hanno ideato nel loro accordo di collaborazione su un progetto che mira a trovare materiali da costruzione sostenibili ed in grado di resistere all’erosione ghiaccio ed alla corrosione atmosferica.
Il progetto, iniziato nel 2006 e conclusosi in questi giorni, è stato condotto dall’istituto di ricerca indipendente norvegese SINTEF in collaborazione con la compagnia francese company TenCate Geosynthetics ed ha portato alla realizzazione di borse che saranno impiegate come “mattoni” per proteggere le strade e le infrastrutture nelle inospitali regioni dell’Artico.
“E’ particolarmente difficile trovare dei buoni materiali edili nelle regioni artiche. La materia prima locale è spesso di scarsa qualità o deve essere trasportata su lunghe distanze, il che può significare elevati costi finanziari e ambientali”, spiega Arnstein Watn, Direttore del settore Ricerca al SINTEF.
La TenCate ha brevettato le borse geosintetiche ed è responsabile della produzione, mentre l’istituto norvegese ha fornito le proprie competenze all’intero progetto partecipando al test dei sacchi che si è svolto a Svea, sul sito gestito da Store Norske Spitsbergen Grubekompani (SNSK). “Il primo inverno – racconta Want riferendosi all’anno di avvio dei lavori – è stato duro, con sollecitazioni enormi a causa dall’erosione del ghiaccio. Non eravamo affatto sicuri che le borse avrebbero sopportato lo sforzo, ma quando il ghiaccio si è sciolto in primavera, siamo stati molto felici di costatare che solo alcuni sacchi erano stati danneggiati”. I risultati positivi hanno soddisfatto la SINTEF: “Il partenariato ha lavorato molto bene e abbiamo tratto grande beneficio dai finanziamenti ricevuti attraverso EUREKA (la rete dell’innovazione europea) e la French-Norwegian Foundation”.