• Articolo , 7 dicembre 2010
  • Estrazione e riciclo degli inerti: le buone pratiche in regione

  • Giovedì 16 dicembre si tiene a Bologna, presso la sala A conferenze Terza Torre (viale della Fiera 8), il workshop “Progetto europeo SARMa: buone pratiche nell´estrazione e nel riciclo degli inerti in Emilia-Romagna”. L’incontro, che rientra nell’ambito delle attività del progetto “Sustainable Aggregates Resource Management”, ha lo scopo di promuovere il confronto su temi specifici […]

Giovedì 16 dicembre si tiene a Bologna, presso la sala A conferenze Terza Torre (viale della Fiera 8), il workshop “Progetto europeo SARMa: buone pratiche nell´estrazione e nel riciclo degli inerti in Emilia-Romagna”. L’incontro, che rientra nell’ambito delle attività del progetto “Sustainable Aggregates Resource Management”, ha lo scopo di promuovere il confronto su temi specifici che rivestono una grande rilevanza nella più ampia questione della gestione sostenibile degli inerti naturali e artificiali. La Regione Emilia-Romagna promuove e sostiene il progetto SARMa. attraverso la partecipazione di diversi Servizi della Direzione Generale Ambiente.

La realtà europea nel campo della gestione degli inerti è oggi molto diversificata dal punto di vista legislativo, programmatico e di sensibilità del sistema politico-amministrativo verso questo tema.
Una gestione sostenibile si rende necessaria per i costi degli inerti, per la loro disponibilità limitata, ma soprattutto per l’impatto ambientale e sociale dell’attività di cava. Sono temi che oltrepassano i limiti regionali e nazionali e richiedono un approccio integrato tra scala provinciale, regionale, nazionale ed europea.

La Regione Emilia-Romagna ha messo in campo diverse azioni per la gestione degli inerti. Tra queste: il divieto di escavazione negli alvei dei fiumi; la pianificazione delle attività estrattive con l’obiettivo di concentrare le cave in pochi grandi poli estrattivi per ridurre l’impatto dei piccoli siti sparsi per il territorio; l’adeguamento della quantità di materiale pianificato agli effettivi fabbisogni locali e regionali per evitare costi ambientali inutili; il disincentivo a dar vita a cave dove il materiale estratto è limitato o se si trovano in luoghi di particolare pregio naturalistico e paesaggistico; il recupero di cave dismesse per trasformarle in nuove opportunità ambientali.

Il workshop, che si aprirà con un intervento dell’assessore regionale alla Sicurezza territoriale, difesa del suolo e della costa, protezione civile Paola Gazzolo, affronterà alcune tematiche rilevanti nella gestione degli inerti: le tecniche e i progetti di recupero delle cave esaurite, la sperimentazione di tecniche di monitoraggio per il controllo delle attività estrattive e delle illegalità, l’utilizzo degli aggregati riciclati e l’attività estrattiva all’interno di aree protette.
In particolare, verranno illustrate le attività svolte all’interno di alcuni siti di eccellenza nel territorio regionale quali: il progetto di recupero di Lanca dei Francesi (Pr), il monitoraggio della Conoide del Taro (Pr), i siti di riciclo di Castellarano (Re) e Madregolo (Pr) e l’attività estrattiva nell’area naturale del fiume Trebbia.

Il workshop è rivolto a tutti gli enti locali della regionea, alle associazioni di categoria, ordini professionali, associazioni ambientaliste, agenzie regionali, università, portatori d’interesse che si occupano, a vari livelli, di attività estrattive per confrontarsi sulle migliori esperienze di gestione delle risorse inerti presenti nel nostro territorio.