• Articolo , 25 maggio 2009
  • Etanolo da cellulosa, il processo diviene più rapido

  • Continua la ricerca nell’ambito dei biocarburanti di seconda generazione. Punti clou su cui insistere: l’efficienza “lavorativa” dei batteri addetti al processo di sintesi

(Rinnovabili.it) – Mascoma Corporation ha recentemente annunciato d’aver compiuto importanti progressi nel Consolidated bioprocessing (CBP) il sistema di produzione a basso costo di biocarburanti a partire dalla biomassa cellulosica che riunisce una serie di passaggi in un’unica fase affidata a microrganismi batterici. Il CBP evita la necessità di impiegare i costosi enzimi della cellulasi mediante batteri termofilo geneticamente modificati che producono etanolo ad alta resa in un unico passo.
I miglioramenti apportati sono stati illustrati dalla società nell’ambito del 31° Simposio sulle Biotecnologie per combustibili e prodotti chimici di San Francisco e riguardano interventi di bio-ingegneria a livello del Clostridium thermocellum ( il microrganismo utilizzato nel processo); in pratica è stata aumentata la produzione (peso / volume) di etanolo del 6% riducendo la formazione di sottoprodotti acidi indesiderati. In secondo luogo è stato utilizzato un lievito cellulosolitico ricombinante per ridurre ulteriormente la necessità di aggiungere cellulasi nei processi produttivi che impiegano legno o rifiuti cartacei come materia prima. “Questi progressi – spiega Jim Flatt, Vice Presidente esecutivo per la ricerca, lo sviluppo e la gestione di Mascoma – consentono la riduzione dei costi operativi e quelli di capitale necessari per rendere la produzione di etanolo cellulosico commercialmente competitivo, portando la società sostanzialmente più vicina al mercato su larga scala”.