• Articolo , 24 novembre 2008
  • Etanolo da cellulosa: USA e brasile ci provano insieme

  • Annunciata un’intesa fra i due stai americani per portare avanti il settore della ricerca sui biocarburanti di seconda generazione

Gli Stati Uniti e il Brasile, in cima alla classifica mondiale dei produttori e consumatori di etanolo, uniranno le forze per accelerare il settore della ricerca dedicato ai biocarburanti proventi dagli scarti cellulosici. Congiuntamente, le due nazioni rappresentano oltre il 70% del mercato di settore, i primi sfruttando la coltivazione del mais ed i secondi quella della canna da zucchero, entrambe essenziali colture alimentari. Acquista una notevole importanza dunque la firma di un’intesa in tal senso L’intenzione sarebbe quella di espandere una collaborazione scientifica già esistente e che verrebbe guidata dal National Renewable Energy Lab (NREL) statunitense e dal Centro di ricerca e sviluppo CENPES del gigante brasiliano Petrobas. L’accordo sarebbe inoltre finalizzato ad aiutare cinque paesi dell’Africa, America Centrale e Caraibi a sviluppare un proprio settore industriale per la produzione di biofuel, attraverso l’investimento di 4,3 milioni di dollari in progetti mirati in Guatemala, Honduras, Giamaica, Guinea-Bissau e Senegal. Ad annunciare l’intesa sono stati la scorsa settimana il Segretario statunitense all’Agricoltura, Ed Schafer, ed il Ministro degli Esteri brasiliano, Celso Amorim, nel corso della Conferenza Internazionale sui biocarburanti svoltasi a San Paolo. Una mossa che non sbalordisce almeno per quanto riguarda il Paese latino all’avanguardia in combustibili alternativi. Quasi il 90% delle auto prodotte oggi nelle fabbriche brasiliane adottano il sistema ”flex” che determina indifferentemente il consumo di benzina o di alcool da canna da zucchero.