• Articolo , 27 gennaio 2011
  • ETS: anche CEZ vittima dell’attacco informatico

  • La compagnia energetica ceca ha subito il trasferimento di 700.000 dei suoi diritti di emissione a causa del cyber attacco subito dalla borsa europea. L’operatore OTE è pronto ad indagare

(Rinnovabili.it) – Sono esperti informatici in grado di superare qualsiasi barriera virtuale, pirati telematici invisibili ma in grado di procurare danni stupefacenti in rete. Sono i Cracker, la minaccia criminale di internet da cui non è esente neppure il comparto energetico. E’ di oggi infatti l’annuncio della ceca CEZ in merito al rilevamento di due trasferimenti non autorizzati dei suoi permessi di emissione, a causa probabilmente di un recente attacco al registro nazionale del carbonio. La scorsa settimana, infatti, OTE, l’operatore del mercato nazionale, aveva chiuso temporaneamente il proprio registro a causa di un’incursione ai danni del software del suo sistema informativo. Per CEZ si tratta di crediti per un totale di 700.000 unità valutati a 240 milioni di corone ceche (13.600 mila dollari). La compagnia ha confermato la notizia in attesa di un’inchiesta ufficiale assicurando che dal momento che “tutti i permessi di emissione hanno i loro numeri di serie univoci, non possono essere trasferiti altrove, ma solo in un altro registro nazionale di uno degli Stati membri dell’Unione europea. E’ quindi facile rintracciarli”.
“Ci aspettiamo – scrive CEZ in una nota stampa – che OTE in pochi giorni riveli i dettagli del suo approccio per risolvere l’intero incidente e per far tornare nei nostri conti i permessi che sono stati trasferiti”. La questione in realtà risulta essere abbastanza ramificata: il Registro della Repubblica ceca ha infatti subito un furto di almeno 7 milioni di euro in permessi di emissioni spingendo di conseguenza Bruxelles a congelare le transazioni sullo ‘Spot Market’ dell’Ets (Emission trading system), la borsa europea on-line delle emissioni di CO2. I furti hanno riguardato anche Austria, Estonia, Grecia e Polonia facendo ammontare la vendita fraudolenta a circa 2 milioni di permessi per un totale di 28 milioni di euro.