• Articolo , 27 maggio 2009
  • Eurelectric: energia pulita? Si ottiene con un mercato competitivo

  • La piattaforma europea dei big dell’elettricità ha ospitato in collaborazione con Eurogas la conferenza “Can Europe Finance Secure, Clean Energy in the Future?”

(Rinnovabili.it) – Il miglior modo per assicurare che l’industria europea dell’elettricità sia in grado attirare i 1.800 miliardi di euro in investimenti, necessari al 2030 per modernizzare gli impianti, andare incontro alla nuova domanda, spostarsi verso tecnologie carbon-neutral e rinforzare la rete è permettere alla competitività del mercato di funzionare. Così si è espresso Hans ten Berge, Segretario generale di Eurelectric, la piattaforma che rappresenta gli interessi a livello comunitario delle società elettriche europee, nel discorso di benvenuto alla Conferenza belga.
L’Associazione ha, infatti, incontrato a Bruxelles il Commissario UE per l’Energia Andris Piebalgs, 180 esperti del settore elettrico e del gas e stakeholder del mondo finanziario per discutere di come l’Europa possa finanziare un’energia pulita e sicura nel futuro.
Eurelectric stima un totale di investimenti necessari pari a 1,800 miliardi raggiungere questo obiettivo, ed incoraggia pertanto a fuggire dal protezionismo, esortando in primis le istituzioni dell’Unione europea a continuare ad assicurare un mercato concorrenziale.
Secondo il Segretario l’attuale crisi finanziaria non costituisce un notevole ostacolo al flusso di investimenti destinati al settore, a patto che le autorità nazionali “evitino interventi inutili nel sistema mercato – incluso la regolazione dei prezzi dell’elettricità”. Ha fatto eco alle parole di Berge il Direttore del Risk Office di Edison, Vittorio D’Ecclesiis: “Dobbiamo continuare ad investire in tecnologie a basse emissioni di carbonio”, anche in tempi di crisi, sia sul lato dell’offerta (fornitura di reti “intelligenti”, di tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio ed energia nucleare) che della domanda.
Soddisfatto Piebalgs secondo cui “questo evento è un chiaro segno di una nuova era energetica: non è più possibile considerare il settore come fattore a se stante, ma è necessario al contrario un approccio globale.
“E ora è tempo di agire, – ha dichiarato il commissario UE – benché sullo sfondo di una crisi economica e finanziaria. E’ necessario prendere decisioni in tal senso e implementare i progetti di investimento richiesti per assicurare il funzionamento dl mercato interno, la transizione ad un’economia a basso tenore di carbonio e la sicurezza energetica per l’Unione”.