• Articolo , 3 aprile 2007
  • Eurelectric: utilizzare energie che non emettano Co2

  • Per il rapporto Eurelectric sono a buon punto solo le tecnologie legate all’idroelettrico, alle biomasse e all’eolico. Per tutte le altre c’è ancora molto da lavorare

Dopo un anno di lavoro da parte di esperti del settore, anche indipendenti, è stato pubblicato il rapporto della Eurelectric, l’associazione che rappresenta l’industria europea dell’elettricità. Lo studio “Role of electricity” mira a fornire un valido aiuto alla futura politica europea nel settore energetico e analizza quattro scenari per ottenere un mercato energetico il più possibile indipendente dall’estero e con basse emissioni di Co2. Le conclusioni di Eurelectric prospettano un cospicuo incremento di tutte le fonti rinnovabili di energia e non a zero emissioni di Co2. In una delle proiezioni fornite nello studio si arriva fino al 2050 e si analizza lo scenario attuale, si prende in considerazione l’utilizzo di tutte le fonti energetiche rinnovabili ma anche dell’energia nucleare e dell’uso del CCS. Lo studio prospetta un quadro globale di tutte le fonti di energia rinnovabile e stima che molte delle tecnologie ad esse applicate siano ormai consolidate e competitive. Le tre tecnologie che rispondono a questi requisiti sono l’energia idroelettrica, la biomassa e l’eolico. Per quanto riguarda l’energia idroelettrica, secondo la Eurelectric, è già ad un livello di efficienza tale da non prevedere aumenti di produzione dovuti ad avanzamenti tecnologici. L’eolico potrà invece crescere dall’attuale 43-44 % al 46-47% nel 2030. La biomassa arriverà invece non oltre il 35% nel 2030 per la sola combusitione, mentre nei sistemi a co-combustione, secondo le previsioni, passerà dal 45% attuale al 50% nel 2030. Per il solare termico, fotovoltaico, geotermico, energia delle maree e delle onde necessitano di forti investimenti per migliorare l’efficienza ed entrare nel mix energetico Ue.
Gli operatori elettrici di USA, Canada, Giappone, Australia condividono le indicazione dello studio, ed è stata sottoscritta in una dichiarazione congiunta. (fonte Ansa)