• Articolo , 3 luglio 2008
  • Europa costa tutto di più: denaro, petrolio e gas

  • Dopo la stretta di 0.25 punti dell’euro, decisa dal governatore della Bce, anche i prezzi del petrolio, del dollaro e anche del gas subiranno aumenti, non indifferenti per la già difficile sitazione economica europea

L’istituto centrale di Francoforte ha provveduto all’ormai atteso rialzo di un quarto di punto dei tassi di riferimento europei che, nei toni del presidente B, va inteso come un intervento una-tantum, per contibuire al raggiungimento dell’obiettivo principale: la stabilità dei prezzi.
Così si conferma, da parte della banca centrale, la prevalenza del fattore “inflazione”, su quello “crescita”, che viene invece reclamato dagli stati membri. La manovra dovrà impedire l’innescarsi di una rincorsa tra salari e prezzi. E infatti proprio Trichet evidenzia come il costo del petrolio e degli alimentari stiano ”erodendo il potere di acquisto” dei cittadini europei. Gli stessi fattori hanno contribuito ad ”aumentare i rischi sui prezzi nel medio termine”.
Ovviamente il brent (petrolio del Mar del Nord) aggiorna le quotazioni e il record supera i 146 dollari al barile, mentre a New York, il greggio sale ancora, fino a 145,43 dollari al barile nelle contrattazioni after-hours.
A ruota anche l’altro combustibile strategico, il gas. Alexei Miller, a.d. di Gazprom, come riferisce l’agenzia Interfax, avrebbe chiarito oggi che la quotazione del gas russo in Europa arriverà a 500 dollari per 1000 metri cubi entro fine anno (contro i 370 dello scorso marzo), e potrà addirittura tocare i 1000 dollari se il petrolio dovesse giungere a 250 dollari al barile.