• Articolo , 12 aprile 2010
  • Everest, ad alta quota inquinato come una città

  • Le rilevazioni compiute dagli scienziati nell’ambito del progetto SHARE hanno confermato che il livello di inquinamento ha raggiunto un nuovo e pericoloso picco in tutta l’area.

(Rinnovabili.it) L’inquinamento sale in quota e questa volta raggiunge anche l’Everest. La stazione SHARE – NCO-P ha registrato, infatti, altissimi livelli di inquinanti anche sulle vette Himalayane. Un paradiso che lo smog potrebbe rovinare per sempre e far somigliare alle grigie metropoli cinesi o indiane, visti gli indici molto simili a quelli registrati in una comune città industriale. L’Everest sarebbe talmente inquinato da far lanciare un grido d’allarme agli scienziati che partecipano al progetto SHARE, Stations at High Altitude for Research on the Environment. I dati sono arrivati dalla stazione Ev-K2-CNR, a quota 5079 m sul livello del mare, alle pendici dell’Everest e sono stati analizzati dal Comitato EvK2CNR. Rilevazioni che da subito sono sembrate preoccupanti anche per il team di ricercatori dell’ISAC-CNR di Bologna e del LGGE-CNRS di Grenoble al Nepal Climate Observatory – Pyramid.
Complice l’ingresso da un mese nella stagione pre-monsonica, gli inquinanti che compongono la Asian Brown Cloud, la nube marrone che sovrasta le pianure indiane e del sud dell’Asia, sono stati trasportati sino in quota. “I valori di inquinanti osservati nei primi giorni di aprile vanno oltre i già alti livelli raggiunti gli anni scorsi. In questi giorni, il black carbon ha sfiorato i 6 µg m-3 – ha spiegato Angela Marinoni ricercatrice dell’ISAC – mentre il PM1, (che indica la concentrazione di polveri fini) ha abbondantemente superato i 100 µg m-3, un valore mai registrato da quando l’osservatorio NCO-P ha iniziato la sua attività di studio e monitoraggio nell’ambito del progetto Atmospheric Brown Clouds di UNEP”.
Un danno non solo ambientale ma anche paesaggistico senza precedenti. Una grande tenda grigia di smog già ora impedisce di vedere spettacoli naturali come le famose cime del ghiacciaio Khumbu. In più le massicce concentrazioni di particolato sarebbero accompagnate anche da elevati livelli di ozono. Questi dati confermano i preoccupanti risultati emersi nel corso dei primi quattro anni di studio del progetto SHARE che ha registrato, in prossimità dei ghiacciai himalayani, concentrazioni di inquinanti sempre più simili a quelle delle aree urbane.