• Articolo , 22 aprile 2010
  • EWEA: con l’eolico giù le bollette

  • Bollette meno care, diminuzione delle emissioni dannose e, in alcuni casi, iter burocratici molto più brevi rispetto al passato. L’Europa sta davvero muovendosi ‘spinta dal vento’?

(Rinnovabili.it) – Fra i tanti i lati positivi dell’energia eolica ne viene riconosciuto oggi uno, forse, inaspettato: far scendere i prezzi dell’energia elettrica. E’ questo ciò che traspare da uno “studio”: http://www.ewea.org/fileadmin/ewea_documents/documents condotto dall’Agenzia indipendente di consulenza Poyry As per conto dell’EWEA (European Wind Energy Association) tenendo conto delle esperienze di Germania, Danimarca e Belgio.
Le analisi hanno rilevato come il prezzo dell’energia sia sceso dai 3 ai 23 euro per MWh a seconda della quantità di energia prodotta concludendo che tutte e tre gli scenari esaminati hanno portato ad un unico risultato: una maggiore introduzione in rete di energia generata da fonte eolica permette la riduzione del prezzo all’ingrosso.
“Si sa da tempo che l’eolico riduce le emissioni di inquinanti” ha dichiarato Christian Kjaer, Chief Executive dell’EWEA “ma adesso abbiamo la prova tangibile che l’energia eolica riduce anche i prezzi dell’elettricità per i consumatori. Il messaggio è chiaro, se si vuole più elettricità e meno CO2 bisogna aumentare il quantitativo di eolico all’interno del mix energetico”.
Grazie all’eolico è infatti possibile sostituire la produzione inquinante con una generazione energetica senza emissioni riuscendo, probabilmente, a soddisfare la domanda senza l’ausilio delle centrali a carbone nelle fasce in cui la domanda è minore.
Parallelamente è stato pubblicato nei giorni scorsi, sempre dall’EWEA, il risultato di un sondaggio condotto sul panorama eolico della Gran Bretagna. Il documento è andato ad evidenziare come si siano effettivamente velocizzati gli iter di approvazione per la realizzazione di nuovi parchi del vento. I dati parlano di 27 mesi per l’attuazione di un progetto nel Regno Unito contro una media di 42 mesi necessari fino a poco tempo fa. Tempistica che ha fatto guadagnare al paese il settimo posto nella classifica dei paesi più rapidi nell’ambito della ‘burocrazia eolica’. Tra i più virtuosi rimangono la Finlandia con poco più di 8 mesi, l’Austria con 10 mesi mentre, in fondo alla classifica, Spagna e Portogallo con 57 e 58 mesi. L’indagine sotto il nome di Wind Barriers riporta inoltre una dichiarazione direttore della politica EWEA
“Se l’Europa è davvero determinata a raggiungere il 20% di energie rinnovabili entro il 2020, alcuni Stati membri devono necessariamente razionalizzare le loro procedure di autorizzazione per le centrali eoliche”, ha detto Justin Wilkes, suggerendo, tra le tante ipotesi, la creazione di uno sportello unico per contattare le diverse autorità.