• Articolo , 20 gennaio 2009
  • EWEA: eolico ed occupazione, binomio da bis

  • L’industria del vento europea ha saputo creare negli ultimi cinque anni 33 nuovi posti di lavoro al giorno e per il 2020 è pronta a raddoppiare

Pubblicato oggi “‘Wind at Work”:http://www.ewea.org/fileadmin/ewea_documents/documents/publications/Wind_at_work_FINAL.pdf – L’energia eolica e la creazione di posti di lavoro nell’Unione europea’ il rapporto redatto con cui l’Associazione europea dell’energia eolica (EWEA) fotografa il potenziale occupazionale su questo specifico settore delle rinnovabili. E ciò che ne viene fuori va decisamente contro le funeree previsioni che hanno investito il mondo del lavoro. Secondo l’EWEA, infatti, gli impieghi nel settore sono destinati a raddoppiare entro il 2020, quando saranno presenti 325.000 persone che lavorano nel campo dell’energia del vento, rispetto ai 154.000 (di cui 108mila impieghi direttamente nel settore e il resto nell’indotto) di fine 2007. E per il 2030 le previsioni del rapporto arrivano a prospettare oltre 370.000 impieghi.
Un trend già ampiamente preannunciatosi negli ultimi cinque anni, durante i quali l’industria del vento europea ha registrato la nascita di ben 33 nuovi lavori ogni giorno. In termini di profili professionali le maggiori richieste si trovano nella produzione di turbine di turbine che occupa circa il 37% dei posti di lavoro diretti nel settore, seguiti dai fabbricanti della componentistica (22%) e dagli sviluppatori di progetti (16%).
Dato quasi ovvio, la maggior parte dei posti di lavoro si trovano in Danimarca, Germania e Spagna i tre Paesi “pionieri” per quanto concerne lo sfruttamento del vento, anche se ora stanno recuperando il ritardo accumulato stati come la Francia, il Regno Unito, Italia compresa dal momento che la consolidata crescita del mercato ha e continua ad incoraggiare un numero crescente di produttori internazionali di turbine ad espandere le operazioni nel Belpaese.