• Articolo , 31 gennaio 2011
  • EWEA: l’eolico crescerà grazie a Est Europa e off-shore

  • Il vento perde la sua leadership nel campo di nuove istallazione sul vecchio continente, segnando un meno 10% sulla crescita annuale

(Rinnovabili.it) – Quali sono i driver di crescita dell’eolico europeo? A rispondere alla domanda è l’Ewea, l’associazione di settore che in coincidenza con la comunicazione di oggi di Bruxelles sul finanziamento alle energie rinnovabili, presenta i propri dati sulle potenzialità attuali e future del vento continentale nel rapporto “Wind in power: 2010 European statistics”:http://cl.exct.net/?qs=ef9ebc9b7c0185ce361354e50cb32accc6eedac4a9412ab5e58f924dd846b692. Il 2010 nella UE-27 si è concluso con un 9,3 GW di nuova capacità eolica installata, un meno 10% rispetto alla crescita 2009 ma che porta il totale a quota 84 GW; un risultato annacquato che deve il suo segno positivo soprattutto al settore dell’on-shore sebbene il trend di crescita non abbia brillato: *8,4 GW hanno chiuso lo scorso anno* rispetto ai 9,7 GW del 2009, pari ad una flessione del 13,9%.
Buone nuove invece per *l’eolico off-shore (883 MW) cresciuto del 51%* rispetto al 2009 (582 MW) e nuova promessa verde per gli investitori. Rispetto al 2009 è però rimasto invariato a 13 miliardi di euro il totale degli investimenti nei nuovi impianti. Per Christian Kjaer, ceo EWEA, “questi dati ci avvertono che non possiamo dare per scontato un finanziamento costante al comparto delle rinnovabili. E’ urgente migliorare l’accesso ai finanziamenti e l’Unione deve agire senza indugio per evitare che l’Europa perda la propria leadership nel settore dell’energia eolica e di altre tecnologie rinnovabili. La Comunicazione odierna della Commissione sul finanziamento delle energie rinnovabili è un inizio, a patto che sia seguito rapidamente dall’entrata in azione”. A giustificare il trend in ribasso, nonostante la notevole crescita nei “mercati del vento” di Romania, Polonia e Bulgaria, è il calo registrato in Spagna, Germania e Regno Unito sugli impianti a terra non compensato neppure dall’intenso sviluppo delle istallazioni marine in Regno Unito, Danimarca e Belgio.
Il rapporto mette inoltre in luce che la voce eolica sul fronte capacità di generazione di nuova elettricità si aggira sul 17% segnalando così il primo anno dal 2007 in cui le nuove wind farm nell’Europa superano quelle di qualsiasi altra tecnologia. Al contrario, per la seconda volta dal 1998, l’UE ha installato più capacità elettrica a carbone di quella dismessa.