• Articolo , 9 marzo 2011
  • Ewea: per un’Europa 2050 decarbonizzata alzare il tiro ora

  • Il direttore esecutivo dell’associazione esorta Bruxelles a definire proposte specifiche per la politica energetica post 2020

(Rinnovabili.it) – Non basta l’obiettivo del 25% in meno di emissioni al 2020. Se davvero l’Europa ha intenzione di raggiungere gli obiettivi riportati nella *Roadmap 2050* dovrà necessariamente aggiungere altri 5 punti percentuali allo sforzo comunitario. A sostenerlo è l’EWEA, European Wind Energy Association, che a margine della comunicazione pubblicata ieri dalla Commissione europea esorta l’esecutivo ad alzare il tiro. Passare fin da subito ad un obiettivo di riduzione dei gas serra del 30%, spiega la lobby del vento, è necessario per conseguire gli obiettivi di lungo termine a cui punta la sopracitata tabella di marcia. “L’obiettivo attuale è troppo basso per limitare l’aumento della temperatura globale a 2 °C. Senza un aumento immediato nella riduzione delle emissioni, l’UE renderà molto più difficile raggiungere i suoi target 2050″, ha detto Christian Kjaer, direttore esecutivo dell’EWEA. Il rischio, quest’anno, di uno shock petrolifero rende la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio ancora più urgente e l’associazione non retrocede dalla convinzione che l’energia eolica abbia la capacità di soddisfare il 50% dell’approvvigionamento di energia elettrica nel Vecchio Continente nell’arco dei prossimi 40 anni.

L’EWEA concorda sul fatto che la proposta della Roadmap per un taglio del 93-99% delle emissioni di CO2 nel settore energetico entro il 2050 sia essenziale, ma esorta Bruxelles a definire proposte specifiche per la politica energetica post 2020. “I pilastri principali dell’energia e delle politiche UE sul clima – riduzione delle emissioni, energia rinnovabile ed efficienza energetica – si esauriscono con il 2020”, avverte Christian Kjaer. “Per il periodo successivo sono necessarie nuove azioni da attuare senza indugio”.