• Articolo , 16 marzo 2011
  • EWEA: per un 2050 low carbon servono impegni a breve termine

  • Niente centrali che emettono CO2 dopo il 2015, solo in questo modo si potrà arrivare al 2050 con un sistema energetico de-carbonizzato. Questo uno tra i suggerimenti che Kjaer ha annunciato alla Commissione europea

(Rinnovabili.it) – L’EWEA “ha invitato l’Europa”:http://www.ewea.org/fileadmin/emag/winddirections/2011-03/#/3/ ha redigere una legislazione straordinaria che vada incontro all’impegno espresso di recente sulla riduzione delle emissioni domestiche di carbonio di una percentuale compresa tra l’80 e il 95% entro il 2050. La scorsa settimana la Commissione Europea ha pubblicato la propria roadmap per arrivare a definire una nuova società low carbon esprimendo la necessità di ottenere “un settore energetico pienamente de-carbonizzato” entro il 2050, ma con azioni a brevissimo termine.
Dal momento che i settori trasporti e agricoltura emetteranno ancora carbonio nel 2050, il settore energetico da allora dovrà essere a zero emissioni di carbonio, e questo richiede un’azione immediata, ha commentato Christian Kjaer CEO dell’European Wind Energy Association (EWEA) in occasione del giorno di dibattito con il Commissario Ue all’azione climatica Connie Hedegaard, svoltosi durante la conferenza annuale di Bruxelles.
“Poiché le centrali a combustibili fossili lavorano per 35-40 anni, decidere di investire oggi determinerà il nostro mix energetico e le emissioni di carbonio fino al 2050. Questo significa che per ottenere un settore energetico low carbon entro il 2050 in teoria non dovrebbero essere costruite nuove centrali elettriche che mettono gas climalteranti dopo il 2015”.

Per queste ragioni l’EWEA ha proposto il proprio piano di sviluppo al 2050, intitolato “EU Energy Policy to 2050”:http://www.ewea.org/fileadmin/ewea_documents/documents/publications/reports/EWEA_EU_Energy_Policy_to_2050.pdf suggerendo un sistema di limitazione delle emissioni di carbonio dei nuovi impianti costruiti a partire dal 2015, definite dall’EPS (Emissions Performance Standard) a partire da 350g/kWh, e procedendo verso target sempre più bassi. A seguire la riduzione delle emissioni domestiche europee del 30% entro il 2020 rispetto agli attuali obiettivi del 20% che comprendono anche le riduzioni esterne all’Europa.
L’EWEA suggerisce inoltre la riduzione dei target al 2030, 2040 e 2050 portando a zero le emissioni del comparto energetico entro il 2050, standard che permetteranno di rendere ancora più efficiente il sistema di scambio delle emissioni (ETS).
“L’Europa ha bisogno di concordare ora nuovi obiettivi e politiche per il periodo post 2020 per realizzare la riduzione delle emissioni dell’80-95%”, ha detto Kjaer. “EWEA crede che un obiettivo di riduzione delle emissioni più ambizioso per il 2020, a fianco di obiettivi supplementari per il 2030 e il 2040, un _Emissions Performance Standard_ delle prestazioni e nuovi target per energie rinnovabili fisati al 2030, potrebbe guidare la rivoluzione nei sistemi energetici come recentemente riconosciuto anche dai capi degli Stati”.
L’EWEA ritiene che solo l’energia eolica potrebbe fornire il 50% della domanda di energia dell’UE entro il 2050, con l’altro 50% proveniente dalle molte altre tecnologie che producono energia rinnovabile.