• Articolo , 26 novembre 2008
  • E&Y: le rinnovabili al 2020 e l’impervia via verso quota 17%

  • La crisi finanziaria mette in dubbio i grandi progetti nelle energie pulite? Puntare allora sulla “micro” produzione decentralizzata di energia eolica, solare, fotovoltaica o da biomassa

Puntare su progetti in piccola scala e sulla produzione di energia decentralizzata: questo secondo Ernst & Young l’unica opzione possibile all’Europa per riuscire a raggiungere il 20% dell’energia totale da fonti rinnovabili. La convinzione del network è frutto di una serie ricerche e di tavole rotonde con 30 senior executives del settore, grazie ai quali è stato redatto il rapporto “A new era for renewables in Europe”, presentato ieri a Bruxelles durante l’Energy Conference 2008. I principali dati contenuti nel documento mettono a fuoco un quadro non “impervio” per l’Italia a fronte del raggiungimento entro il 2020 della quota del 17% di energie rinnovabili sul totale della produzione. Infatti, nonostante il paese disponga di adeguate risorse naturali, soprattutto solari ed eoliche e una discreta possibilità di sviluppo per quelle idriche e geotermiche, paga lo scotto di politiche che non hanno saputo puntare su incentivi in grado di attrarre investimenti per i necessari interventi infrastrutturali. Bando dunque ai progetti su larga scala in ambito solare e geotermico secondo E&Y ora più a rischio a causa della crisi finanziaria, per seguire invece il motto “piccolo è bello”.

“L’assenza di liquidità – spiega Angelo Era, Partner Ernst & Young settore Energy – rende praticamente impossibile per le aziende riuscire a raccogliere i 500 miliardi di euro che abbiamo stimato siano necessari in Europa perché tali progetti possano avere successo”. “Siamo invece convinti che le aziende del settore utilities in grado di sfruttare le nuove condizioni del mercato otterranno un grande vantaggio rispetto ai competitor. La sfida sarà quella di incanalare gli investimenti verso infrastrutture adeguate a supportare progetti su scala ridotta e produzione decentralizzata di energia eolica, solare, fotovoltaica o da biomassa”.
“La differenziazione nell’approccio e la flessibilità – continua Era – saranno le chiavi che garantiranno la riuscita dei progetti e un ruolo di primo piano verrà giocato anche dai sistemi “micro”, installati direttamente presso l’utilizzatore finale, come per esempio nel caso delle abitazioni. Invece di limitarsi a distribuire l’energia dalle centrali ai consumatori finali, le reti dovranno essere adattate in modo da poter fare anche l’inverso e ricevere energia dai clienti, per immagazzinarla o ridistribuirla in base alla domanda”.
“L’intero settore delle rinnovabili può diventare commercialmente appetibile se verranno tagliati i costi della tecnologia e verrà industrializzata l’intera supply chain. Le utilities dovrebbero offrire ai clienti, siano essi aziende o consumatori finali, supporto negli investimenti per costruire piccole centrali per la produzione di energia da fonti rinnovabili e sviluppare nuove capacità di vendita e di servizio per il mercato retail a livello di “micro-generazione”.