• Articolo , 14 aprile 2008
  • Fabbriche cinesi chiuse durante le Olimpiadi

  • Pechino adotta una serie di misure atte a garantire aria più pulita nel corso delle prossime competizioni

L’inquinamento della capitale cinese preoccupa (e non poco) sportivi e comitato olimpico, e Pechino decide di correre ai ripari. L’ufficio per la protezione ambientale ha stabilito, infatti, che nel periodo compreso tra il 20 luglio ed il 20 settembre tutti gli scavi e le colate previste nei grandi luoghi di costruzione dovranno essere interrotte, al fine di ridurre del 20% l’emissione degli scarichi, includendo anche un divieto di circolazione per le automobili, che nel periodo dei Giochi (8-24 agosto) circoleranno in un numero che sarà circa la metà di quello abituale (3,3 milioni). Ad annunciarlo oggi in conferenza stampa è stato un portavoce dello stesso Ufficio per la Protezione Ambientale della Municipalità di Pechino, che oltre a riferire la sospensione provvisoria dell’acciaieria Shougang e della Eastern Chemical Plant, ha anche presentato una lista di 19 impianti (petrolchimici, centrali a carbone e cementifici) che dovranno ridurre le emissioni del 30% per poter continuare a produrre nel periodo Olimpico. Sarà temporaneamente vietato anche verniciare all’aperto, così come utilizzare spray o solventi, così come non potranno circolare i mezzi pesanti a meno che non siano muniti della tecnologia per il recupero dei vapori. Du Shaozhong, vicepresidente dell’ufficio dell’ambiente ha anche annunciato “misure ancor più restrittive” in caso durante i Giochi sopraggiungano condizioni climatiche sfavorevoli, come caldo, umidità ed aria stagnante, per altro una costante a Pechino nel mese di agosto.